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scarcerato dopo il tentato rapimento, ma ci si indigna per una maglietta
Comunicati - News
Domenica 21 Agosto 2016 14:00

Clandestino arrestato per il tentato sequestro di una bimba e subito scarcerato in attesa della convalida, il Coisp: “Ma ovviamente nessuno si indigna, meglio discutere di una maglietta o fare le pulci solo a noi mettendoci in croce anche quando non c’è alcun valido motivo….”

 

“Mentre su tv e giornali si perdono fiumi di inchiostro e parole per discutere del nulla puntando il dito contro un politico che indossa una maglietta della Polizia non per andare a svaligiare una banca, ma in segno di rispetto e totale sostegno; e mentre i Poliziotti italiani trascorrono ogni giornata di servizio sapendo di stare sotto ad una lente puntata da chi non aspetta altro che trovare qualsiasi minima virgola per distruggerne carriere ed esistenze; altrove si ripete, ancora una volta purtroppo, la vergogna che può verificarsi solo in un sistema in cui non tutti, evidentemente, debbono rendere conto del proprio operato. Un presunto rapitore di bambini torna in libertà a stretto giro di posta dall’arresto, ma ovviamente nessuno osa indignarsi per questo. Meglio sollevare un vespaio di polemiche per attaccare chi fa il proprio dovere oltre tutto obbedendo a precisi ordini strumentalizzando ogni cosa a fini politici, piuttosto che chiedere conto a chi ha responsabilità delicatissime di scelte che, sinceramente, a volte appaiono davvero incomprensibili”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così quanto accaduto nel Ragusano, dove un uomo arrestato per il tentato rapimento di una bimba di 5 anni è stato rimesso subito in libertà in attesa dell’udienza di convalida rinviata ad altra data. Si tratta di un indiano di 43 anni, clandestino senza fissa dimora, fermato con l’accusa di sequestro di persona aggravato, finito in manette dopo che, secondo quanto gli è stato contestato, avrebbe tentato di portare via una bimba, avvicinata con fare amichevole, prima di essere scoperto e di essersi dato alla fuga, finché i Carabinieri lo hanno rintracciato e bloccato. Subito dopo l’arresto però l’uomo, che secondo i media avrebbe anche dei precedenti e che non ha obbedito al provvedimento di espulsione a suo carico, è stato rilasciato ed è rimasto a piede libero.

“La vicenda – conclude Maccari – mostra non solo le ben note ed allarmanti carenze nella disciplina che dovrebbe consentire di gestire le problematiche di ordine e sicurezza nonché quelle giudiziarie legate all’immigrazione clandestina, ma conferma anche la ‘mollezza’ di un sistema che sa incattivirsi ed andare persino oltre ogni consentita soglia di severità solo ed unicamente quando l’indice è puntato contro chi indossa la divisa”.

“A questo punto – conclude il Segretario Generale del Coisp – restano da chiedersi solo due cose: se la decisione del magistrato che ha liberato un indiziato di un delitto gravissimo dovesse avere conseguenze nefaste, e cioè se l’indagato dovesse delinquere ancora come accade con assoluta frequenza, chi ne risponderà? Ed inoltre, a questa famosa udienza di convalida che dovrà tenersi in un futuro non meglio precisato, un clandestino senza fissa dimora in pole position per l’espulsione ma ormai rimesso in libertà,… si presenterà? Sono domande che resteranno senza una risposta, perché in Italia si è troppo impegnati ad occuparsi delle magliette di Salvini o delle presunte torture che i Poliziotti operano quando arrestano, ad esempio, i sequestratori di bambini”.

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Ultimo aggiornamento Domenica 21 Agosto 2016 14:05
 
caro Ministro Alfano, la sicurezza non si fa con il volontariato fuori servizio
Comunicati - News
Martedì 19 Luglio 2016 19:32

CARO MINISTRO ALFANO, LA SICUREZZA NON SI FA CON IL VOLONTARIATO FUORI SERVIZIO

 

Il Ministro dell’Interno Alfano ha rivolto l'invito a tutti gli Agenti “a portare l'arma di ordinanza anche fuori dagli incarichi specifici e dall'orario di servizio, sollecitando alla vigilanza sempre".

A quanto pare, il capo del Viminale non ha perso l’abitudine di fuorviare l’opinione pubblica su cosa possa o non possa effettivamente fare una categoria per la sicurezza dei cittadini, una categoria prostrata da un’età media elevatissima per le ben note, scellerate scelte degli anni passati ed alla quale si sta tentando di rimediare in modo del tutto insufficiente.

Non si sa che veste attribuire alle “sollecitazioni” del Ministro e se intenda affrontare il problema della sicurezza con una sorta di volontariato “gratis et amore dei”, passando sulla testa delle famiglie dei poliziotti portate alla soglia della povertà dalle ben note politiche governative (cioè sue) degli ultimi anni.

Non ha neppure idea del tipo di armamento in dotazione individuale a Polizia e Carabinieri che, per peso ed ingombro è tra i meno adatti ad essere portato con sufficiente discrezione fuori dal servizio e che, a causa del munizionamento da guerra che ci si ostina a far adoperare, in caso di effettivo utilizzo in ambiente urbano, rischierebbe di produrre effetti disastrosi non tanto per gli eventuali terroristi, ma anche per chi, suo malgrado, venisse a trovarsi nelle vicinanze.

Con le conseguenze che già conosciamo per gli ultimi anelli della catena, da sempre i soli a pagare.

La tardiva resipiscenza avuta sull’introduzione del reato di tortura salva di certo il Ministro dalle reiterate scelte, del tutto incongruenti rispetto all’esigenza di garantire il personale di Polizia dai continui bersagliamenti di una delinquenza che ha alzato il tiro per costringere alla resa lo Stato di diritto.

Il “Daspo” per tenere lontano i soggetti pericolosi dalle città è poi un vero e proprio “capolavoro”.

Anche a voler ammettere la “fattibilità” giuridica di un simile strumento di prevenzione, quali sarebbero le sanzioni per chi lo viola? Il carcere? E lo sa il Ministro che in carcere non c’è posto perché in Italia non se ne vogliono costruire?

L’auspicio è che il Ministro la smetta di vendere fumo alla popolazione e scelga anche e finalmente di porre a capo degli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza Dirigenti di comprovata competenza, rimuovendo immediatamente e per sempre chi, proprio per incompetenza e contro ogni criterio di efficienza, si circonda di “yes men” per governare per ordini e senza trasparenza alcuna, dando così prova di resistenza al necessario ammodernamento di cui la Polizia ha urgente necessità.

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Ultimo aggiornamento Martedì 19 Luglio 2016 19:33
 
Il COISP interveniente sulle dichiarazioni del ministro Alfano
Comunicati - News
Martedì 19 Luglio 2016 19:35

Da un lato si invitano 100.000 poliziotti a portare sempre al seguito l'arma e dall'altro viene votato il DDL TORTURA che lega le mani ai poliziotti.

Alfano la smetta di stupirci in negativo.

 

 

“Dopo il danno arriva la beffa” – perentoria la dichiarazione del Segretario Generale Provinciale del Co.I.S.P. Francesco LIPARI all'indomani delle dichiarazioni del Ministro Alfano in cui ha invitato tutti i poliziotti italiani a portare al seguito, anche liberi dal servizio, l’arma d’ordinanza.”E’ assolutamente inopportuno che il Ministro dell’ Interno, dapprima voti a favore del DDL sulla Tortura al Senato e poi come se nulla fosse inviti i poliziotti a portare sempre al seguito l’arma” – continua LIPARI – “ alle condizioni odierne si tratta di invitare i poliziotti a girare con un ingombro e un peso in più addosso e nulla più. Non si può votare una legge ritagliata su misura per ingabbiare e rendere impossibile il lavoro dei poliziotti e poi pensare che questi possano al di fuori dell’ orario di servizio effettuare qualsivoglia tipo di intervento, anche armato, senza nessuna garanzia di legge a loro tutela.”- incalza LIPARI – “ il Ministro sembra avere le idee confuse, le sue posizioni, palesano una chiara volontà di salvaguardare il governo di cui fa parte, e di contro invece fatica a capire che con le attuali regole, i poliziotti italiani che si trovassero coinvolti in un intervento rischierebbero di dover affrontare un calvario giudiziario lungo e dall'esito tutt'altro che scontato!!!!!!

 

Non ci resta che auspicare una redenzione del Ministro o attendere l'arrivo di un Ministro che tuteli i poliziotti.”

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Ultimo aggiornamento Martedì 19 Luglio 2016 19:36
 
il COISP al ministro sul porto d'arma, lei cosa farebbe
Comunicati - News
Giovedì 04 Agosto 2016 21:33

Sul porto d’arma il Coisp scrive al Ministro: “Ci volete armati fuori servizio ma i Prefetti non ci consentono di portare ciò che è più adatto e i rischi per noi sono sempre gli stessi. Lei cosa farebbe?”

 

 

“Signor Ministro, lei cosa farebbe?”

In tema di sicurezza e rischi per gli Operatori chiamati a compiti che non hanno i mezzi ed i presupposti per poter adempiere al meglio, dopo aver rivolto questa domanda a tutti gli italiani attraverso l’hashtag #voicosafareste, il Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, la rivolge adesso al Ministro dell’Interno, coinvolgendo nelle sue riflessioni anche il Capo della Polizia. In un’apposita lettera, infatti, Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, si rivolge ad Angelino Alfano ed a Franco Gabrielli, lamentando che : “Mentre viene richiesto alle Forze dell’Ordine un impegno sempre maggiore di attenzione e vigilanza, sia sugli obbiettivi di possibili attentati terroristici, che nell’espletamento dei servizi di Istituto, non abbiamo registrato, di converso, alcun passo formale nella direzione, più volte auspicata, di permettere agli Appartenenti delle Forze di Polizia di dotarsi di un’arma da portare al di fuori del servizio”.

“L’arma in dotazione a tutte le Forze dell’Ordine - spiega Maccari -, per le caratteristiche di peso ed ingombro, risulta essere poco adatta al porto per difesa personale ed all’occultamento sulla persona… La praticità e concretezza della realtà odierna si scontra contro i rifiuti, sistematici, che i Prefetti oppongono alle richieste dei poliziotti di portare (a proprie spese) fuori dal servizio (quindi gratis) un’arma (che si comprano da soli) adatta al porto per difesa. Le motivazioni che vengono opposte al rilascio delle licenze di porto d’arma suonano quasi grottesche: il Poliziotto, Carabiniere o Finanziere ha già un’arma, quindi usi quella. Non ci sono quindi, ma nemmeno ci potrebbero essere, opposizioni di carattere sostanziale sulla piena rispondenza dei requisiti degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine al porto di un’arma, semplicemente gli si impedisce di portarne una diversa e più adatta…”.

“Il recente invito che è stato rivolto proprio da Lei, Sig. Ministro dell’Interno, agli Appartenenti delle Forze dell’Ordine di girare sempre armati - insiste il Segretario Generale del Coisp -, suona quindi quasi come una beffa.

I poliziotti chiedono di poter fare da anni ciò che Lei, Sig. Ministro, ha auspicato! Ma sono i Prefetti, dipendenti proprio dal suo Ministero, che lo impediscono! E siccome in Italia una regola è tale solo in presenza di eccezioni… la norma di riferimento (roba recente, …c’era ancora il Re Vittorio Emanuele III….!) è il Regio Decreto 6 Maggio 1940, n. 635 che all’art.73 prevede che il Capo di Polizia, i Prefetti, i Viceprefetti, gli Ispettori provinciali amministrativi, gli Ufficiali di P.S., i Pretori e i Magistrati addetti al Pubblico Ministero o all'ufficio di istruzione, sono autorizzati a portare senza licenza le armi di cui all'art. 42 della legge”.

“Se si vuole dare sostanza alle parole, oltre agli inviti servono anche i fatti. Nel caso del porto d’armi per il personale delle Forze dell’Ordine, attendiamo e auspichiamo che ciò accada subito - incalza Maccari che poi aggiunge un’ultima ma non meno determinante riflessione -: dato che le norme sulla legittima difesa e sull’uso legittimo delle armi pongono le Forze dell’Ordine sul banco degli imputati a prescindere ed a nostro carico nei processi esiste di fatto la ‘presunzione di colpevolezza’ mentre per i criminali la legge è sempre e comunque ipergarantista, forse sarebbe il caso di valutare se le nostre norme attuali siano efficaci a fronte della minaccia terroristica che si avvicina sempre più all’Italia e quella di varia criminalità di cui il nostro Paese non va certo esente.

Lei, Sig. Ministro, cosa farebbe dinanzi ad un uomo armato di machete che affetta donne e bambini su un treno?

Sparerebbe? E se manca il colpo? Se colpisce qualcuno che gli sta dietro? Perché nella vita reale si hanno uno o forse due secondi per decidere. Lei cosa farebbe?”.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Agosto 2016 21:36
 
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