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AD OGGI SOLO FREGATURE
Comunicati - News
Sabato 03 Dicembre 2016 18:08

Il 30 novembre scorso si è tenuto un incontro tra sindacati confederali e Governo circa il rinnovo del contratto per gli aumenti stipendiali dei dipendenti della PA.

Si decideva anche delle somme da destinare al nostro Comparto ma non ha potuto partecipare nessun Sindacato di Polizia, anche solo ad assistere alla riunione, nemmeno quei sindacati che da tempo si spremono per magnificare questo Governo anche se quasi sempre senza reale motivo.

Al termine sarebbe stato concordato un incremento stipendiale “non inferiore a 85 euro medi mensili” (ovviamente lordi) per il triennio 2016-2018 che tuttavia – a quanto riportano i media – dovrebbe essere

legato al salario accessorio con ciò significando, per quanto ci riguarda,

- che le indennità accessorie (ordine pubblico, missione, servizi esterni, lavoro straordinario, etc..) potrebbero avere un incremento di poche decine di centesimi … che, seppur pochi, influiranno ovviamente in maniera notevole su quegli 85 euro medi mensili lordi che avrebbero dovuto prendere quei colleghi che non svolgono tali servizi in maniera stabile;

- oppure che nessun aumento potrà esserci per le citate indennità, così garantendo ai Poliziotti una ulteriore umiliazione.

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portare Amnesty in giudizio, c'e' un limite alle stupidaggini che si possono dire
Comunicati - News
Giovedì 03 Novembre 2016 20:15

Rapporto di Amnesty in cui si accusa la Polizia di violenze e abusi sui migranti, scoppia l’ira del Coisp: “Devono rispondere in giudizio di tante oscenità. C’è un limite alle stupidaggini che si possono dire

 

“Amnesty International deve essere portata davanti all’Autorità giudiziaria. Accusare la Polizia italiana di violenze, torture, abusi, considerato che si tratta di cose del tutto fasulle, dovrà pur comportare una conseguenza. Oppure questo Paese è veramente lasciato in mano a chiunque voglia tentare di gettare discredito sulle sue Istituzioni e sui suoi rappresentanti incrinando così la fiducia dei cittadini e delegittimando i suoi Servitori più fedeli? Noi non sentivamo affatto la mancanza di improvvidi interventi come quelli del signor De Bellis che, forte dell’appartenenza a un’associazione che ormai fa più politica che altro pensa, data la sua bravura a cavalcare l’onda del momento dando ai Poliziotti dei torturatori senza scrupoli, di poter fare e dire ciò che vuole senza assumersi alcuna responsabilità.

Ma purtroppo quegli interventi giungono, saltuariamente, a gettare nuove ondate di fango su gente che lavora senza sosta e che fronteggia a costo di sacrifici personali pesantissimi le migrazioni di massa di questi anni, che stanno mettendo in ginocchio l’intero Paese che non crolla solo grazie agli Appartenenti alle Forze dell’Ordine, su cui viene scaricato ogni problema, anche quelli che non gli competerebbero.

De Bellis e tutti i suoi compagni si mettano in fila per dire grazie invece di calunniare così gravemente un Corpo, come quello della Polizia di Stato, troppo facilmente oggetto della loro squallida demagogia”.

Scoppia l’ira di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le notizie di stampa a proposito del rapporto reso pubblico oggi da Amnesty International, intitolato “Hotspot Italia: come le politiche dell’Unione europea portano a violazioni dei diritti di rifugiati e migranti”, in cui si sostiene, in pratica, che le pressioni dell’Ue affinché il nostro Paese usi la “mano dura” nei confronti dei rifugiati e dei migranti avrebbero dato luogo a espulsioni illegali e a maltrattamenti che, in alcuni casi, possono equivalere a torture. “Determinati a ridurre il movimento di migranti e rifugiati verso altri stati membri, i leader europei hanno spinto le autorità italiane ai limiti, e talvolta oltre i limiti, della legalità”, ha dichiarato Matteo De Bellis, ricercatore di Amnesty International sull’Italia. “Il risultato è che persone traumatizzate, arrivate in Italia dopo esperienze di viaggio strazianti, vengono sottoposte a procedure viziate e in alcuni casi a gravi violenze da parte della polizia, così come a espulsioni illegali”, ha aggiunto De Bellis. Amnesty International, secondo quanto emerge dal rapporto, ha ricevuto denunce coerenti e concordanti di arresti arbitrari, intimidazioni e uso eccessivo della forza fisica per costringere uomini, donne e anche bambini appena arrivati a farsi prendere le impronte digitali.

Su 24 testimonianze di maltrattamenti raccolte da Amnesty International, in 16 si parla di pestaggi.

“Abbiamo letto una secca smentita del Viminale a quelle che, giustamente, sono state definite solo stupidaggini – insiste Maccari -, ma questo non basta. Rispetto all’immigrazione sopportiamo già abbastanza fra il lavoro, i rischi e l’inefficienza gestionale che assillano i nostri servizi, nonché le lamentele per ciò che facciamo, per ciò che non facciamo, per tutto e per il contrario di tutto. Sopportare adesso anche queste orrende accuse che si abbattono su un intero Corpo non si può. Ci aspettiamo una reazione ferma e decisa di Ministero e Dipartimento contro queste oscenità. Ci aspettiamo che per una volta si passi alla concreta e sacrosanta difesa dei Poliziotti italiani, chiedendo conto e ragione nelle opportune sedi a questi buffoni che fanno solo propaganda politica delle accuse ingiuste e fasulle sollevate contro la Polizia italiana”.

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Venezia problematiche ufficio immigrazione - segnalazione
Comunicati - News
Martedì 15 Novembre 2016 22:07

stiamo sempre più riscontrando che l’organizzazione lavorativa dell’Ufficio Immigrazione manifesta delle serie e preoccupanti criticità, dettate dall'aumento smisurato della mole di pratiche in trattazione a cui non è corrisposto un adeguato potenziamento di organico .

Possiamo senz’altro affermare che, oggi siamo giunti all’anno zero e questo perché è stato sottostimato dalla S.V. il problema!!!!!!

Tra le prime conseguenze registriamo che diversi dei dipendenti in forza al settore, hanno deciso di presentare domanda per altri uffici, disperdendo così quel prezioso bagaglio culturale e lavorativo che aveva permesso di raggiungere negli anni pregressi, ottimi risultati.

Ci preme informarla di alcune delle tante criticità che affliggono le varie Sezioni e per tale ragione gliene elenchiamo alcune:

- la 1^ sezione ha oltre 300 pratiche di contenzioso arretrate;

- la 2^ sezione già oberata di lavoro, si è vista aumentare da 30 a 50 gli appuntamenti quotidiani senza che Lei avesse valutato, prima di adottare questa decisione, che il permesso di soggiorno elettronico richiede oggi una maggiore tempistica rispetto al passato considerato che anche ai bambini di età superiore ai 6 anni, deve essere rilasciato il permesso di soggiorno con annesse impronte. Ci aggiunga che, ai 50 appuntamenti fissati, vanno sommati ulteriori 20/25 pratiche dello sportello “4”, sportello istituito per le istanze di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno non scadenzate dal sistema Poste - Pastrani, ad esempio le coesioni familiari, che sono aumentate con l’abolizione dei visti per turismo di alcuni stati ( Ucraina – Colombia – Moldavia, Albania ecc…); a questo ci aggiunga i rilasci dei soggiorni per motivi umanitari, protezione internazionale, di persone sbarcate sulle coste italiane lo scorso anno che, nel frattempo, hanno avuto il relativo riconoscimento dalla Commissione Territoriale di competenza, motivo di incidenza sempre sulla mole di lavoro dello sportello “4”;

- la 3^ Sezione invece non è in grado di fare i monitoraggi di coloro che sono detenuti e che dovrebbero essere identificati per la successiva eventuale espulsione dal territorio nazionale al termine della pena;

- la 4^ Sezione si trova ad avere un arretrato di oltre 600 pratiche ancora da verbalizzare di tutti coloro che sono entrati nel Territorio Nazionale ed assegnati a Venezia come profughi, oltre ai richiedenti asilo “ spontanei” ed i Dublinati che stanno portando quotidianamente problemi di gestione, perché nonostante vengano comunicati quotidianamente alla Prefettura, non essendoci più posto nelle strutture, gli asilanti si ostinano a non lasciare l’edificio perché non sanno dove dormire e mangiare.

Ad aumentare la mole di lavoro sono anche le diffide e revoche di accoglienza dei profughi emesse dalla Prefettura che devono essere totalmente gestite dal personale dell’ufficio della 4^ sezione.

Egregio dr. SANNA Angelo, nel corso del 2015/2016, l’organico dell’immigrazione, tra personale andato in quiescenza e trasferito, è peggiorato drammaticamente e, come detto l'aumentata mole di lavoro ha peggiorato le cose!!!!!!!

Solo per farle un esempio concreto, per fare la verbalizzazione della pratica di asilo presentata da un solo profugo, servono circa 30 minuti, considerato che le pratiche giacenti sono oltre 600 e che il fenomeno dell’immigrazione non sembra finire, riteniamo indispensabile che Lei adotti dei provvedimenti per dare un senso al lavoro che svolgono.

Stante così le cose, le proponiamo l'aggregazione a lungo termine, perlomeno fino allo smaltimento di tutte le pratiche arretrate sia della 2^ che 4^ sezione, di coloro che risultano in forza al Nucleo Servizi Vari.

Solo un piano programmato di smaltimento pratiche consentirà di riportare l'attività lavorativa quotidiana a livelli accettabili.

Siamo consapevoli che sarebbe sicuramente più vincente prevedere un cospicuo aumento di organico ma, stante anche le ultime assegnazioni, Lei non dispone delle risorse necessarie se non depauperando altri Uffici che soffrono altrettanto di carenza di organico.

Il nucleo servizi vari invece, potrebbe assolvere benissimo e da subito questo delicato compito.

Crediamo che se Lei deciderà in tal senso, forse, e ripetiamo forse potremmo sperare che il personale in sevizio all'Ufficio Immigrazione potrà offrire un servizio migliore ai cittadini.

Diversamente, in assenza di correttivi certi e immediati, saremo obbligati ad attuare tutte le forme di protesta previste, con l’unico intento di ottenere per il personale in servizio soluzioni lavorative migliori.

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diffamazione al Prefetto IZZO - condannato Il Sole 24ore risarcito anche il COISP
Comunicati - News
Martedì 22 Novembre 2016 22:12

Diffamazione al Prefetto Izzo, condannati Direttore e Giornalista del Sole 24Ore, risarcimento anche per il Coisp. Maccari: “L’onore dei Poliziotti non è qualcosa da usare come mezzo per fare titoloni”

 

“L’onore dei Poliziotti italiani non è qualcosa da poter usare come un banale strumento per fare titoli sensazionalistici, non ammette leggerezze in alcuna circostanza e per alcun motivo, ma il massimo del rispetto e, finalmente, almeno in un’aula giudiziaria, questo principio è stato messo nero su bianco.

Contestualmente ha trovato piena realizzazione la nostra legittimazione a difendere quell’onore, che si è tradotta in una posizione giuridica affermata e tutelata con il riconoscimento del nostro diritto ad essere risarciti in quanto parte lesa da una condotta diffamatoria che, colpendo un Rappresentante di Vertice della Polizia di Stato come lo stimato Prefetto Izzo, ha danneggiato l’immagine di tutti i Poliziotti. Ci aspettavamo questo ottimo risultato, certi come siamo della bontà del nostro operato che, purtroppo, è quanto mai indispensabile dal momento che chi di dovere fino ad oggi non è comparso nelle sedi dove abbiamo davvero bisogno di essere difesi”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così la sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato Roberto Napoletano e Marco Ludovico, Direttore e Giornalista del Sole 24Ore, nell’ambito del processo che li vedeva imputati per diffamazione pluriaggravata ai danni del Prefetto Nicola Izzo. I due imputati sono stati rinviati a giudizio nel gennaio del 2015 per gli articoli relativi alle lettere anonime del famoso “Corvo” che avevano coinvolto lo stesso Prefetto, allora Vice Capo Vicario della Polizia di Stato.

Secondo la Procura i due giornalisti si sarebbero resi responsabili di diffamazione a mezzo stampa ai danni di Izzo, aggravata per l’attribuzione al Prefetto di un preciso fatto poi dimostratosi infondato e per l’essere la persona offesa un organo dello Stato. Il Pubblico Ministero, infatti, ne aveva sollecitato la condanna con una richiesta accolta dal Tribunale che ha condannato Ludovico e Napoletano, rispettivamente, il giornalista alla multa di 600 euro ed il direttore alla multa di 400 euro.

“Contestualmente - spiega l’avvocato Eugenio Pini, difensore del Sindacato Indipendente che si è costituito parte civile - ha riconosciuto al Coisp il diritto al risarcimento del danno, che sarà quantificato in separata sede, attribuendogli per il momento una provvisionale di 3.000 euro”.

“Si chiude così un primo capitolo di una vicenda giudiziaria ancora lunga, che ha dato vita ad altri procedimenti nei quali - conclude Maccari - grazie allo straordinario lavoro dell’avvocato Pini, continueremo a stare in prima linea per la difesa

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