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i sindacati di Venezia per protesta non parteciperanno alla festa della polizia
Comunicati - News
Lunedì 09 Aprile 2018 20:19

I sindacati non parteciperanno alla Festa della Polizia del 10 aprile al Teatro Toniolo

 

I sindacati della Polizia di Stato, SILP CGIL, COISP e CONSAP di Venezia, dopo aver proclamato il 26 marzo lo stato di agitazione a causa dei continui atteggiamenti di chiusura e prevaricazione portati avanti da mesi dal questore Vito Danilo Gagliardi, hanno ora deciso di non partecipare alle celebrazioni della Festa della Polizia, quest'anno programmata per il 10 aprile al Teatro Toniolo.

"Siamo molto amareggiati e molto preoccupati" dichiarano le sigle sindacali che rappresentano quasi il 50 % delle donne e uomini della Polizia di Stato di Venezia e provincia, "ma proprio l'atteggiamento di incomprensibile chiusura dell'attuale questore impone un segnale fermo per rendere chiaro quanto sia il malcontento e il disagio che la sua azione ha prodotto in poco meno di un anno dall'arrivo nella nostra città".

I continui cambiamenti delle sedi di servizio, le quotidiane aggregazione del personale da un ufficio all'altro, la mancanza di sicurezza che gli operatori sono costretti a subire, hanno creato nei mesi un clima di preoccupazione palpabile e un senso di diffusa incertezza che non può appartenere a chi è chiamato a difendere i cittadini.

Per informare l'opinione pubblica e la cittadinanza del grave disagio che si vive negli uffici della Questura, le quattro sigle sindacali hanno deciso di rifiutare l’invito del questore a partecipare alla Festa della Polizia del 10 aprile, e di impegnarsi in un volantinaggio per le vie attigue al Teatro Toniolo.

“Non ci sentiamo di festeggiare, fintanto che, il questore Gagliardi, non darà un vero segnale di distensione, ripristinando le regole che fino a pochi mesi orsono venivano puntualmente rispettate concludono i sindacati.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Aprile 2018 20:20
 
Il Questore crede che i taxi possano sostituire le Volanti - I Poliziotti veneziani dovranno utilizzare i taxi acquei per effettuare gli interventi di soccorso
Comunicati - News
Sabato 31 Marzo 2018 16:32

I Poliziotti veneziani dovranno utilizzare i taxi acquei per effettuare gli interventi di soccorso! Il Questore crede che i taxi possano sostituire le Volanti lagunari: un progetto pilota che non porterà nulla di buono né a Venezia e nemmeno nel resto d’Italia!

 

Incredibile che si sia arrivati a tanto. Nella recente riunione con i Sindacati di Polizia, il Questore di Venezia, dott. Vito Danilo Gagliardi, ha comunicato che i Poliziotti di pattuglia dovranno utilizzare i taxi acquei per effettuare gli interventi di soccorso, anche precettando i conducenti/proprietari. Infatti ci hanno fatto sapere che i taxi destinati a tale scopo, saranno soggetti ad una estrazione in base al loro numero di licenza ed assumendo lo status giuridico di “Naviglio Ausiliario dello Stato Italiano”, non potranno sottrarsi a tale obbligo.

Tutto trae origine dalla mancanza di “comandanti costieri della Polizia” a causa delle mancate assunzioni ormai ferme da anni e la mancanza totale di corsi professionali per la formazione di personale specializzato nella conduzione delle imbarcazioni.

A dare manforte in questo scellerato progetto, l’accelerazione impressa dal Governo uscente, prima dell’insediamento della nuova squadra di governo, con l’applicazione del cosiddetto decreto Madia, che prevede la chiusura su tutto il territorio nazionale delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato.

Sulle barche dei servizi di emergenza, a differenza dei taxi, serve chi le guida e chi le manovra: è sotto gli occhi di tutti da sempre. Invece a Roma (e da domani a Venezia) pensano che bastino meno persone, come se fino ad oggi i servizi di soccorso pubblico in laguna non fossero stati regolati da norme ultratrentennali ed esperienze che, purtroppo, sono state anche tragiche.

Ricapitoliamo: i taxi a Venezia sono un sistema di trasporto privato ed ovviamente costano un bel po’, le barche richiedono molta manutenzione, il gasolio costa, le licenze pure, eccetera. E quindi? Chi pagherà questi trasporti? Non di certo i Poliziotti di tasca propria e sospettiamo nemmeno il Questore lagunare pro tempore Gagliardi…? Ed ecco la genialata per far quadrare il bilancio: saranno chiamati a concorrere i cittadini del territorio veneziano che, come già anticipato dal Sindaco Brugnaro, contribuiranno con una tassa “una tantum” per dare concretezza al nuovo progetto “Volanti Lagunari radiotaxi”.

Gli introiti serviranno anche per coprire le spese per l’adeguamento dei taxi acquei con la nuova livrea bianca e azzurra, i dispositivi lampeggianti e sirena da installare e l’acquisto delle pistole “taser subacque”, uniche nel genere ed utilizzabili solo a Venezia.

Secondo questo attuale Questore le Volanti lagunari ed i taxi sono la stessa cosa: glielo abbiamo spiegato a lui ed a quelli di Roma, ma niente da fare, non capiscono …. o forse c’è dell’altro.

Abbiamo capito che in realtà a Roma pensano che se i Poliziotti veneziani possono andare in taxi, potranno farlo anche nelle altre città italiane: a Palermo, Napoli, Cagliari … tutti a piedi e se serve precipitarsi per un omicidio, prendere un taxi! E se fossero occupati? Correre alla bersagliera?

Questa scandalosa sperimentazione partirà domani, di tutta fretta, adesso che non c’è nemmeno un Governo ed a Roma sanno bene che non possiamo protestare …. il 1° Aprile segnerà una data nefasta per Venezia e per tutta la Polizia! Poliziotti a piedi alla ricerca di un taxi per andare di corsa su una rapina! Ci arrendiamo alla follia o ci affidiamo ai miracoli: cammineremo sulle acque o moltiplicheremo i taxi ed i pesci? Non sappiamo a che santo votarci per far capire che a Venezia la sicurezza dei Poliziotti e dei cittadini non può essere affidata a chi sembra un pesce fuor d’acqua, non sapendo, appunto, che pesci pigliare. No ai taxi, si alle Volanti veraci! Il Coisp di Venezia non starà a guardare questo scempio della sicurezza dei colleghi e dei cittadini!

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Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Aprile 2018 14:39
 
La Balzerani dovrebbe chiedere pietà ogni giorno
Comunicati - News
Lunedì 19 Marzo 2018 20:49

Il Coisp dopo le parole della Balzerani: “Gli assassini convinti e dichiarati non hanno diritto di parola se non per chiedere perdono. Basta cercarli  perché spieghino come mai è giusto uccidere. Noi abbiamo diritto di non  subirli più”

 

“Gente come Barbara Balzerani, che ha scelto di togliere la vita ad altri e ancora pensa di aver fatto bene, che ha scelto di combattere e abbattere le istituzioni di questo paese imbracciando armi e versando sangue e ancora pensa di aver fatto bene, non dovrebbe avere il diritto di parola e poter discettare in suo totale agio sui motivi che giustificano la sua ferocia. Gente così, che di umano ha veramente poco, non dovrebbe essere cercata e riverita dai media che dovrebbero smettere, una buona volta, di propinarci il disgustoso spettacolo del ribaltamento di ogni principio e di ogni realtà nascondendosi dietro a una presunta ricerca di approfondimenti di non si capisce cosa. Gente come la Balzerani non dovrebbe essere distolta dall’unico impegno che deve portare avanti: passare il resto della sua vita in ginocchio a chiedere pietà alle vedove e agli orfani che ha reso tali con la sua lucida follia eversiva. E c’è un motivo preciso e insuperabile: le vittime di una bestiale crudeltà e tutti i cittadini onesti che difendono la pace e che rispettano la vita hanno diritto a non dover ancora subire la violenza di questa donna, la sua indegnità, la sua pervicace cattiveria”.

Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le parole della brigatista Barbara Balzerani che presentando il suo libro al centro sociale Cpa di Firenze ha fra l’altro detto: “C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te”.

Tralasciamo l’ovvietà di replicare al delirio della Balzerani ricordando che nessuno sceglie il mestiere di vittima, ma chi lo è, per definizione, ha subito una violenza ingiusta. Tralasciamo anche l’altra ovvietà di ricordare che, se c’è qualcuno che ha fatto del proprio passato un ‘mestiere’ molto ben retribuito, quelli sono i criminali come la Balzerani che, per un motivo davvero difficile da digerire, vengono non di rado messi in cattedra, ospitati qua e là per presentare le proprie ‘opere’, addirittura considerati come ‘dotti’ meritevoli di esporci analisi e perle di saggezza dalle colonne dei giornali. Una vergogna tanta e tale che la necessità di dover esprimere oggi questo nostro pensiero rende addirittura ancora peggiore. Resta da sottolineare, piuttosto, il decoro e il pudore di vittime che, anche se non stanno in cima ai pensieri dei più, proseguono la loro vita nel solco del dolore e del lutto e, nonostante ciò, portano avanti i principi di lealtà, di correttezza e di onestà che i loro cari hanno incarnato. Per non parlare di tuti gli appartenenti alle Forze dell’ordine che, al di là dello sdegno e del rammarico di dover vedere quotidianamente il ricordo dei loro colleghi morti calpestato al pari della loro stessa dignità ogni volta che un assassino ‘fa lezione’, proseguono indefessi nello svolgimento del loro dovere per un Paese che spesso li offende nella più ingrata delle maniere”.

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Regeni, sconcerto per le parole di Zucca, la Polizia italiana è un vanto
Comunicati - News
Mercoledì 21 Marzo 2018 21:05

Regeni, sconcerto del Coisp per le parole di Zucca: “Il Corpo della Polizia italiana è un vanto per il Paese, non si osi strumentalizzare a fini politici vicende del passato”.

 

“Siamo a dir poco sconcertati e profondamente indignati per le affermazioni del magistrato Zucca che si è spinto fino ad un’affermazione gravissima nei confronti dell’Istituzione Polizia di Stato italiana, e quindi di ogni suo singolo Appartenente. E’ il caso di ribadire a Zucca che la Polizia di Stato è una delle Istituzioni più amate e stimate dai cittadini italiani - cosa che, purtroppo, non possono dire altri -, che rappresenta uno dei pochissimi vanti per questo Paese, che vive di risultati lusinghieri grazie ai meritori sacrifici di Donne e Uomini che vi prestano servizio, che è uno dei pochissimi ‘fiori all’occhiello’ che possiamo mostrare all’estero. Non possiamo tollerare che ancora si osi strumentalizzare, a fini che appaiono chiaramente politici, vicende di un passato molto lontano nei fatti ancor più che negli anni. Vicende dalle quali solamente la Polizia nel suo complesso - l’unica sfortunatamente a cui si avanzano contestazioni, pur di fronte alle parallele e gravissime altrui responsabilità -, è uscita migliore e più efficiente”.

Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così le dichiarazioni attribuite dai media al sostituto procuratore della Corte di Appello di Genova, Enrico Zucca, che fu tra i giudici del processo Diaz, e che intervenendo ieri ad un dibattito sulla vicenda di Giulio Regeni e facendo un’associazione con i fatti accaduti in occasione del G8 del 2001 ha detto: “I nostri torturatori sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all'Egitto di consegnarci i loro torturatori?”. “L’11 settembre 2001 e il G8 - ha aggiunto il magistrato - hanno segnato una rottura nella tutela dei diritti internazionali. Lo sforzo che chiediamo ad un paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non saper fare per vicende meno drammatiche”.

Affermazioni pesanti che, secondo quanto si è appreso dai media, hanno spinto il Ministero della Giustizia ad acquisire i relativi atti del convegno - sia cartacei che video -, poiché in Via Arenula saranno sottoposte alla valutazione del Consiglio di Disciplina.

“L’amore e la dedizione per la nostra divisa - conclude Pianese -, nonché il dovere che ci deriva dall’onore e l’onere che i colleghi ci hanno affidato attribuendoci il mandato di rappresentarli, ci impone di condannare fermamente le parole di Zucca, che appaiono ancor più gravi avendole pronunciate un rappresentante delle Istituzioni chiamato a lavorare gomito a gomito con la Polizia di Stato. Il nostro primario compito è la difesa dell’onorabilità degli Appartenenti alla Polizia di Stato, che egli ha calpestato offendendone così grossolanamente e pesantemente i Vertici.”.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Marzo 2018 21:06
 
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