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Cortei il Coisp duro su Amnesty
Comunicati - News
Lunedì 26 Febbraio 2018 20:33

Cortei, il plauso del Coisp per l’immane lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine con granitica professionalità, poi la dura critica ad Amnesty: “Le telecamere le usino per riprendere chi tira bombe assassine ai Poliziotti”

 

“La giornata di ieri è stata l’ennesima prova della granitica professionalità degli appartenenti alle Forze dell’Ordine che, con indefesso senso del dovere, hanno consentito che libertà e democrazia non subissero alcun genere di compressione, nonostante i chiari segnali di minaccia lanciati in queste settimane dai professionisti del disordine che covano un chiaro progetto teso a turbare ordine e sicurezza pubblici. Sul piano operativo è stata dunque una giornata impeccabile, turbata solo dall’atteggiamento urticante e ipocrita di chi ancora prende irresponsabilmente e sfacciatamente le parti di gentaglia senza scrupoli, senza alcun senso civico, che non prova alcuna remora a violare la legge mettendo a rischio la nostra incolumità e la sicurezza di tutti. Ecco perché invitiamo gli osservatori di Amnesty, se proprio vogliono riprendere qualche violazione dei diritti umani, a immortalare i criminali che lanciano bombe carta piene di schegge ai Poliziotti”.

Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, all’indomani di una straordinaria giornata di lavoro che ieri ha visto svolgersi senza significativi incidenti ben 119 manifestazioni in 30 province, che hanno impegnato circa 5.000 unità delle Forze dell’ordine. Cortei e sfilate si sono svolti da Milano a Palermo, passando per l’assai impegnativo pomeriggio romano con la Capitale letteralmente ostaggio di diverse manifestazioni che hanno comportato misure di sicurezza delle grandi occasioni. In questo contesto, in cui la tensione era alle stelle per via delle diverse gravissime aggressioni subite dalle Forze di Polizia nei giorni precedenti, i media hanno diffuso la notizia che Amnesty International ha deciso di inviare suoi osservatori al corteo Anpi per registrare quelle da loro ritenute violazioni dei diritti umani negli interventi delle Forze dell’ordine in caso di incidenti o scontri con manifestanti o infiltrati.

“I soliti ‘pacifisti’ tentano da giorni di ammazzare qualcuno in divisa – aggiunge Pianese – e c’è chi non esita a soffiare sul fuoco dell’odio verso le Forze dell’ordine. E’ sconcertante, specie se paragonato al senso del dovere che ancora ci porta diligentemente in strada a svolgere il servizio al paese nonostante le certe conseguenze che dobbiamo subire ingiustamente. Sarebbe il caso di ritrovare un po’ di senso della vergogna e, invece che difendere i criminali, stare senza se e senza ma dalla parte di chi difende i cittadini dai rigurgiti eversivi che stanno avvelenando questa campagna elettorale”.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Febbraio 2018 20:34
 
Il Governo umilia i poliziotti - costretti a firmare un contratto vergognoso
Comunicati - News
Venerdì 26 Gennaio 2018 20:44

Il Governo offende i Poliziotti.

Costretti a firmare un Contratto vergognoso!!

 

Se l’offesa alla dignità professionale dei poliziotti fosse reato, stanotte molti sarebbero stati gli attori a doverne rispondere. Purtroppo, in perfetta linea col periodo carnevalesco, se non fosse per la serietà dell’evento, si è appena conclusa la carnevalata del rinnovo contrattuale economico del Comparto Sicurezza e Difesa. Cosi, dopo nove anni di blocco contrattuale e perdita del potere d’acquisto, al di là dei fantasiosi e roboanti incrementi stipendiali sbandierati ad arte dai supporters di questo Governo (che per cercare di renderli più appetibili aggiungono anche la paghetta settimanale che percepivano da ragazzi), il drammatico dato, ahinoi, è che nelle tasche delle donne e degli uomini della Polizia di Stato entreranno poche decine di euro.

Poche ore prima del sesto incontro a Palazzo Vidoni per il rinnovo contrattuale, tenutosi nella giornata di ieri alle 13:00, il Governo ha inviato alle Organizzazioni Sindacali ed alle Rappresentanze militari una bozza di ipotesi di Contratto, un file contenente quella che doveva essere una appendice di tale Contratto e delle dichiarazioni di impegno.

Tale documentazione è stata esattamente trasmessa via email alle ore 02:35 di ieri con l’evidente intento – secondo questi signori – di obbligarci ad una sua compiuta analisi in poche ore per poi pretenderne la sottoscrizione durante la riunione programmata per le 13:00.

Ebbene, in effetti è stata sufficiente una veloce lettura delle poco più di 10 pagine pervenute per togliere definitivamente il dubbio alle scriventi Organizzazioni sindacali di trovarsi di fronte ad un Governo che, consapevolmente, voleva prendere in giro ed umiliare la dignità professionale dei poliziotti, con il sostegno disinteressato (??) di alcuni altri soggetti!!

La normativa vigente – è bene ricordarlo – statuisce che i Contratti di Lavoro riguardanti le Forze di

polizia ad ordinamento civile, le Forze di polizia ad ordinamento militare e le Forze armate, sono recepiti con decreti del Presidente della Repubblica ed hanno “durata triennale tanto per la parte economica che normativa, a decorrere dai termini di scadenza previsti dai precedenti decreti, e conservano efficacia fino alla data di entrata in vigore dei decreti successivi” (D.Lgs. 195/1995, in particolare l’art. 7 comma 12, così come modificato dall’art. 63, comma 2, del D.Lgs. 150/2009).

Pur non essendo necessario un commento, spieghiamo ulteriormente che quanto sopra significa che, per legge, il Contratto di Lavoro attualmente in discussione dovrebbe essere recepito da un decreto del Presidente della Repubblica ed includere tanto la parte economica che quella normativa. Beh, non curanti di uno scontato dissenso interno, ma con il chiaro intento di pubblicizzare agli italiani di avere aumentato gli stipendi di Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri, Penitenziari e Militari, per un possibile riconoscimento e ritorno in occasione delle imminenti elezioni, il Governo, già dolosamente colpevole di aver violato la norma che gli imponeva di ascoltarci prima del varo della legge di bilancio, ha inteso fare carta straccia della citata disposizione di legge ed ha preteso di dividere in due il contratto così da far sottoscrivere un “accordo” inaccettabile ed offensivo della dignità lavorativa, di gran lunga peggiore di quanto appena giustamente garantito al personale del restante pubblico impiego (Comparto Funzioni Centrali) che, col massimo rispetto di ognuno, durante la propria attività lavorativa non corre certo i nostri rischi, non ha i nostri obblighi e non è costantemente sovraesposto a responsabilità penali, civili e amministrative… ed al quale ci ha voluto equiparare esclusivamente per quanto concerne gli irrisori incrementi stipendiali (3,48%), ma non certo per quanto attiene ai molti altri seri compensi economici e aspetti normativi!

Il tutto, ovviamente, supportato da taluni sindacati che, evidentemente, avevano altrettanto interesse a chiudere subito questo “magnifico contratto”, come se ragionare anche e soprattutto dei mancati diritti e delle mancate tutele dei poliziotti potesse comportare una perdita delle magre risorse, comunque, già stanziate e cristallizzate.

Il giudizio su chi ha contribuito a realizzare questo vergognoso contratto e sulle cifre da imbonitori che si stanno veicolando lo lasciamo ai Poliziotti, che avranno la possibilità di leggere direttamente dalle poche righe del contratto e dalle proprie buste paga quali sono i reali aumenti, comunque, ben inferiori ad alcune roboanti dichiarazioni del Governo e di taluni sindacati. E il giudizio degli operatori della sicurezza siamo certi che sarà impietoso nei confronti di chi ha costretto gli operatori di Polizia a subire questo trattamento.

Ribadendo che i Contratti di Lavoro dei Poliziotti hanno per legge “durata triennale tanto per la parte economica che normativa … e conservano efficacia fino alla data di entrata in vigore dei decreti successivi”, si aggiunge anche che, sempre per legge, la mancata sottoscrizione del Contratto da parte di un Sindacato, per colpa di una clausola capestro oltremodo vessatoria, pregiudica, per tutta la durata di vigenza dello stesso e di tutti gli accordi a questo connessi e consequenziali (il prossimo riguarderà il triennio 2019-2021 ma potrebbe essere sottoscritto anche verso la fine di tale periodo, quindi fra tre anni, come accaduto in questo caso), il diritto di tutelare i propri associati e i Poliziotti in genere nei vari confronti con l’Amministrazione (dall’ANQ, alla discussione sugli orari di lavoro, alla reperibilità pattizia, dalle Contrattazioni decentrate, alle verifiche sugli accordi decentrati, agli esami congiunti, alle decisioni sulla ripartizione delle risorse del Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali ecc ecc..).

Mai avremmo voluto sottoscrivere in modo chiaramente estorto, un documento che non condividiamo né nel merito né nel metodo. Ma è quello che, purtroppo, oggi è accaduto … questa notte, per il grande rispetto del mandato conferiteci dai nostri iscritti e con tutto il peso che tale onere impone anche per il proseguo nella futura tutela dei diritti e degli interessi dei nostri associati, siamo stati costretti a firmare questo Contratto di Lavoro. Per il bene dei nostri iscritti, pur essendo dilaniati nell’animo, non avremmo potuto lasciare la tutela dei loro diritti esclusivamente nelle mani di chi, evidentemente, ha un modo di fare sindacato molto distante dal nostro!!!

Per chi vuole approfondire, quanto segue è in sintesi quanto accaduto …

Come ripetuto, poco dopo le 13:00 di ieri ha avuto inizio il sesto incontro per il rinnovo contrattuale

relativo al triennio 2016-2018. Nelle precedenti riunioni, considerate le esigue risorse destinate da questo Governo per il Contratto dei Poliziotti, avevamo cercato in tutti i modi di far allocare il massimo possibile sulla voce parametrale, stante il fatto che, diversamente dalla voce “indennità pensionabile”, la stessa riflette tanto sulla buonuscita che sulla pensione. Il Governo, invece, nonostante l’assenza di qualsivoglia prevista previdenza complementare, ha inteso negare anche tale beneficio (contraddistinguendoci in negativo dal restante pubblico impiego) ed ha assegnato alla voce parametrale in media appena il 40,72% delle risorse, mentre un 46,46% sull’indennità pensionale che, come detto, non ha i citati riflessi sul trattamento di fine servizio. Un misero 1,81% è stato destinato per incrementare il nostro Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali e parte delle risorse destinate al contratto sono state distratte per aumentare il compenso per l’ora di lavoro straordinario dell’1% rispetto all’ora di lavoro ordinario (70/80 centesimi lordi).

Proprio su tale ultimo compenso stava buona parte della differenza tra l’uovo e la gallina.

Ugl-Fsp Polizia, Coisp e Consap hanno sempre ribadito, nel corso delle varie riunioni, che la rivalutazione dei compensi per lavoro straordinario non poteva avvenire con le risorse del Contratto ed hanno continuamente insistito affinché detti compensi fossero adeguati a quanto previsto dalla legge (art. 2108 del codice civile) e come riconosciuto al restante pubblico impiego: calcolo della retribuzione oraria per ogni singola qualifica e maggiorazione della stessa nella misura del 15% per lo straordinario diurno, del 30% per quello notturno o festivo e del 50% per quello notturno e festivo.

Tale pretesa, se riconosciuta, avrebbe portato i Poliziotti a vedersi corrispondere un compenso per il lavoro straordinario maggiore lavorando meno ore.

Una vera vergogna, la dimostrazione dell’arroganza di questo Governo verso tutto il personale del Comparto Sicurezza e Difesa!!! Avessimo trovato corrispondenza alla nostra legittima richiesta, sole 10 ore di lavoro straordinario al mese (ma ogni Poliziotto è costantemente obbligato ad effettuarne molte di più) avrebbero portato nelle tasche dei nostri colleghi ulteriori 100 € circa in più nella busta paga!

Il tutto – chiedevamo – ad invarianza di spesa. Le Amministrazioni avrebbero solo dovuto imparare a gestire meglio le risorse umane disponibili, cosi il personale avrebbe potuto fare meno ore di straordinario percependo un più giusto compenso … come tutti gli altri impiegati statali!!

Nel corso delle riunioni avevamo anche chiesto a chi in tale sede rappresentava il Governo di provvedere a distribuire tutte le poche risorse disponibili sulla voce parametrale dello stipendio dei Poliziotti e, pur potendo riconoscere ai lavoratori del Comparto degli anticipi economici nel pieno rispetto della legge (corrispondendo cosi anche al comprensibile obiettato elettorale) lasciare il Contratto aperto anche nella parte economica, con la certezza che il prossimo Governo, di qualsivoglia colore o formazione, avrebbe potuto e saputo dare agli uomini ed alle donne “in divisa” quella giusta considerazione economica che quotidianamente dimostrano di meritare, così da arrivare ad un dovuto incremento delle varie indennità che dovrebbero compensare servizi particolari, disagevoli, rischiosi, e che oggi sono invece compensati con una vera elemosina non essendo stati rivalutati da 16 anni.

Chiaramente, questo Governo si è ben guardato dal dimostrare rispetto verso il personale del Comparto Sicurezza e Difesa e, forte del sostegno incondizionato di taluni sindacalisti, ha preteso di propinarci un Contratto dai contenuti offensivi!

Ciò avveniva nonostante le scriventi Organizzazioni, altri Sindacati di Polizia e della Polizia Penitenziaria, nonché talune rappresentanze militari (voce di oltre 140.000 appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa) avessero rappresentato al Governo che la bozza di Contratto che aveva predisposto era inaccettabile e lesiva della dignità delle donne e degli uomini del Comparto.

Ciò è avvenuto sebbene le scriventi OO.SS. avessero a più riprese rappresentato con fermezza ai rappresentanti del Governo presenti, come il forte stato di malessere di alcuni Cocer, di alcuni Sindacati della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria avrebbe dovuto far capire al Governo che centinaia di migliaia di appartenenti al Comparto non fossero affatto soddisfatti di questo Contratto perché le risorse non rappresentavano né rispetto della dignità né il lavoro delle donne e degli uomini di questo Comparto né i loro diritti fondamentali. Nonostante avessero ricordato che negli anni passati, quando un Contratto era povero di risorse, almeno lo si faceva diventare ricco di diritti mentre questo Contratto riesce ad essere povero di risorse ed ancor più povero di diritti. Ed ancora, che il Governo si doveva interrogare se imporre davvero ad ogni costo un Contratto che divideva il Comparto Sicurezza e Difesa, che lascerà sul terreno molte perplessità, molti malumori, molti dissensi e che, per questo, sarà un cattivo affare per il Governo, che è evidente che si vuole giungere ad un parto frettoloso e infelice di questo Contratto.

Avevamo chiesto che il confronto continuasse, ma in modo serio e concreto perché sino ad oggi una vera contrattazione ancora non era stata aperta … per poi concludere con la richiesta di aprire una reale contrattazione, un serio confronto su tutti gli istituti, sui diritti, sulle mancate tutele e sulla parte economica del personale.

Purtroppo, mettendo al centro degli interessi la mera propaganda pre-elettorale, con un ridicolo blitz dell’ultimo minuto, il Governo ha deciso comunque di procedere entro la notte, inviando in modo farsesco una nuova convocazione per la stessa serata per la firma del contratto.

L’incontro, dunque, è stato sospeso poco dopo le 18:00 per poi riprendere alle 21.30, poi essere sospeso nuovamente per attendere l’arrivo dei Ministri ed è poi ripreso per la sottoscrizione in un clima di evidente tensione.

Il Governo, irrispettoso delle centinaia di migliaia di appartenenti a questo Comparto che avevano espresso forte e motivato dissenso, anche di fronte a tutti i sorridenti ministri intervenuti, presenti le

telecamere ad immortalare l’evento, ha proseguito a testa bassa alla firma di un Contratto indecente di cui nessuno dovrà dimenticarsi! In tale arrogante prepotenza è stato fortemente sostenuto dai quei sindacati che fin dall’inizio avevano dato la propria disponibilità ad accettare questo iniquo Contratto, salvaguardando, a nostro avviso, più l’interesse politico degli amici di turno che la tutela dei diritti e delle legittime aspettative delle tante poliziotte e poliziotti che in costoro, con fiducia, hanno riposto il mandato di rappresentanza.

La nostra firma, estorta, sul Contratto ci obbligherà a denunciare pubblicamente quanto accaduto affinché i Poliziotti ed i Cittadini sappiano la verità e ne traggano le proprie autonome considerazioni.

Non è pensabile, difatti, che si possa accettare un tale comportamento nel metodo, nei contenuti che giudichiamo negativamente – come mai nessuno in passato – una prepotenza ed una indifferenza nei confronti delle donne e degli uomini “in divisa” come quella che abbiamo dovuto sopportare nell’occasione di questo rinnovo contrattuale ed in particolare nella riunione di ieri.

Siamo certi che in molti appartenenti alla Polizia di Stato questo Contratto di lavoro rappresenterà uno spartiacque, siamo certi che molti colleghi inizieranno a riflettere seriamente.

Con successiva nota verranno spiegati nel dettaglio i veri irrisori aumenti e le insufficienti modifiche normative inserite nel Contratto, il cui testo finale, leggermente modificato rispetto alla bozza consegnataci poche ore prima dell’inizio della messinscena (anche a seguito di quanto denunciato dalle scriventi OO.SS. nel loro intervento), è qui allegato.

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Roma, 26 gennaio 2018

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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Gennaio 2018 20:52
 
contratto di lavoro triennio 2016-2018. contratto di lavoro subìto dai poliziotti
Comunicati - News
Giovedì 18 Gennaio 2018 18:58

 

Contratto di lavoro subìto dai Poliziotti: l’arroganza di uno Stato in danno dei propri servitori in divisa.

 

E’ oramai evidente che c’è chi ritiene che l’essere servitori sia uguale all’essere i servi di uno Stato e, come tali, cerca di assoggettarci, aspettandosi anche la nostra riconoscenza.

Come più volte detto, infatti, le risorse stanziate dal Governo per il rinnovo del Contratto dei Poliziotti, sono assolutamente inadeguate a garantire quegli incrementi che, dopo il prolungato blocco delle dinamiche contrattuali, e l’arretratezza delle nostre indennità e/o specificità, tutti quanti ci saremmo attesi, non solo sulla retribuzione fondamentale, ma anche sugli emolumenti accessori (lavoro straordinario, indennità di compensazione per l’impiego in servizio nel giorno di riposo; indennità di ordine pubblico in sede e fuori sede; indennità di missione; indennità di presenza nei giorni festivi e c.d. superfestivi; indennità oraria di presenza notturna; indennità di impiego per il personale del NOCS; indennità per il personale delle UOPI, indennità di bilinguismo; premio di disattivazione per artificieri; indennità per operatori subacquei; indennità di impiego operativo per attività di aeronavigazione, di volo, di pilotaggio, di imbarco; indennità per il servizi operativi di controllo del territorio, coperture sufficienti per una reale tutela lega e sanitaria, previdenza complementare etc...) i cui compensi, per quelle già esistenti, risalgono a cifre statuite nella migliore dell’ipotesi a ben 16 anni addietro!

Nonostante l’affermazione del Governo di voler garantire aumenti medi pari a circa 85 € medi mensili lordi (come fatto con tutti i restanti pubblici dipendenti) e sebbene sia ben chiaro che una simile garanzia (che per noi è comunque una umiliazione visto che tra il lavoro di un Poliziotto e quello di un qualsiasi altro impiegato pubblico c’è una enorme differenza e visto che, diversamente dagli altri contratti di lavoro, i nostri istituti normativi ed accessori che costituiscono una parte importante del nostro trattamento economico, sono ben lontani da quelli garantiti agli altri lavoratori!!) obbliga a destinare almeno il 90% delle risorse disponibili per il nostro Contratto sulle voci relative alla retribuzione fondamentale (parametro e indennità pensionabile), il Governo ha impiegato ben 4 incontri e sei mesi per presentarci quelle “tabelle” che avrebbero permesso di desumere in maniera esatta quali dovrebbero essere gli esigui aumenti per ogni singola qualifica.

 

= continua nel .pdf =

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Barbara Balzerani, avrebbe dovuto rimanere in carcere per tutto il resto della sua vita
Comunicati - News
Mercoledì 17 Gennaio 2018 14:46

 

Via Fani, il Coisp: “Nessuno choc per la frase della Balzerani, persiste quello stesso odio che ha portato alla morte di tanti Servitori dello Stato, e che non ha abbandonato tanti terroristi mai pentiti. Meritava di restare in carcere a vita”

 

“Barbara Balzerani, con le sue parole cariche di odio, di violenza, di disumanità, e prive di qualsivoglia briciolo di rispetto per la vita umana e per la sofferenza altrui che lei stessa ha causato, ci ha dimostrato una sola cosa: avrebbe dovuto rimanere in carcere per tutto il resto della sua vita. Il sistema giudiziario ha mostrato verso la Balzerani quella pietà che lei dimostra per l’ennesima volta di non possedere. E’ stato un errore lasciarle tutto l’agio di continuare a diffondere le sue virulente e pericolose idee, un’assassina che oggi, dopo aver solo in maniera presunta scontato il suo debito, in verità inestinguibile, ha la sfacciata sfrontatezza di calpestare la dignità e la memoria dei morti che ha disseminato, delle loro famiglie, di un Paese intero. Eppure la Balzerani torna a dare dimostrazione del suo incrollabile e pervicace desiderio di vedere annientato quello Stato che ha combattuto armi alla mano, e della sua indole convintamente orientata a una folle violenza. Il suo post su facebook è stato definito ‘scioccante’, ma per noi non lo è affatto, perché siamo ben consci di quale radicata ferocia animi alcuni che siamo costretti a fronteggiare nel nostro lavoro. Una malvagità chiara e innegabile, che si porta appresso aggirandosi liberamente in mezzo a tanti cittadini di uno Stato che ha disprezzato e continua a disprezzare. Ma l’indignazione suscitata dalla parole farneticanti di questa persona è un bene. E’ un bene che in qualche occasione si torni a riflettere su quell’odio profondo, viscerale e senza limiti che negli anni più bui della nostra storia ha portato allo spargimento del sangue di tanti Servitori dello Stato, ed evidentemente mai sopito dentro alcuni”.

E’ il duro commento di Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la notizia del post definito “choc” pubblicato dall’ex terrorista delle Brigate Rosse, Barbara Balzerani, unica donna a partecipare alla strage di via Fani, quando Aldo Moro venne rapito e cinque uomini della sua scorta furono crivellati di colpi e uccisi, che a due mesi dall’anniversario del gravissimo fatto di sangue, che ricorrerà il 16 marzo 1978, su facebook ha scritto: “Chi mi ospita oltre confine per i fasti del 40ennale?”.

“Il caso della Balzerani – insiste Pianese –, come di molti altri terroristi mai pentiti, è la prova provata dell’inefficienza di un sistema che non pretende l’assoluta certezza della pena, neppure di fronte a chi non arriva mai a comprendere l’orrore generato dai propri errori né a pentirsene. Neppure di fronte al valore incommensurabile della vita delle vittime”.

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