le ultime notizie

No alla chiusura del Comm.to di Marghera

Torneo calcetto dedicato a Roberto Anzolin

tutta colpa di Starsky e Hutch

Befana COISP 2017

Pagano loro...paghiamo tutti

noi cretini..e loro vittime

Non dobbiamo preoccuparci ?

il Capo della Polizia ha aperto il Congresso Nazionale del COISP
Convegni - 7° Congresso Nazionale - 24 e 25 maggio 2017
Giovedì 25 Maggio 2017 20:39

In apertura del 7° Congresso Nazionale del Coisp il saluto e l’augurio di Gabrielli: “Io qui per dovere e per piacere, esalto il rispetto reciproco che ci contraddistingue e che fa grande la Polizia di Stato”

 

“Costruiamo e manteniamo questo forte e necessario senso di appartenenza che non passa solo per la difesa della ‘nostra gente’, ma anche per la difesa della nostra Amministrazione. Capo della Polizia, dirigenti, Segretari Sindacali… le persone passano, ma l’Amministrazione, la Polizia di Stato resta.

L’Amministrazione è una e fatta da tutti noi. Noi esistiamo per il servizio che rendiamo alla gente, e saremo tanto più forti e sani quanto più saremo coesi, e capaci di rappresentarci correttamente alla comunità. E’ una sfida che riguarda gli apparati, ma anche e soprattutto ogni singolo Poliziotto”.

Questo uno dei passaggi salienti dell’intervento del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha portato il proprio saluto e il proprio augurio in apertura del 7° Congresso Nazionale del Coisp Sindacato Indipendente di Polizia.

E Gabrielli, ha continuato a parlare strappando un applauso dietro l’altro alla vasta platea, davanti a cui si è presentato in mattinata “per dovere e per piacere – ha spiegato -. Per dovere, perché un momento Congressuale è la massima espressione della vita democratica di un’Organizzazione Sindacale, e deve vedere il Dipartimento molto interessato in quanto espleta i suoi effetti anche su di esso, e quindi ho il dovere di portare il saluto mio e dell’Amministrazione nella sua essenza. Ma soprattutto per piacere, per l’affetto, la considerazione e il rispetto che il Coisp ha portato alla mia persona e all’Amministrazione che rappresento, in un rapporto dialettico sempre corretto che ci ha contraddistinto. Perché va detto che anche la critica è indispensabile. Quello che deve piuttosto preoccupare è il pensiero unico. E al Coisp riconosco l’assoluta serietà nei modi e nei termini con cui porta avanti la dialettica interna. Il Coisp ha indubbiamente un grande merito per come conduce il confronto, e la cosa si è vista una volta di più sulla recente questione del riordino della carriere”.

“Insisto a dire – ha aggiunto Gabrielli - che questo è il migliore dei riordini possibili al momento, al quale stiamo ancora lavorando per ulteriori miglioramenti, e in sede di discussione in merito il Coisp è stato ancora una volta corretto e responsabile. Ha mantenuto una posizione non meramente antagonista, pur se è rimasto totalmente e irremovibilmente coerente nella difesa degli interessi dei colleghi”.

“Questo è ciò che auspico e chiedo al Coisp qualunque sia la fisionomia che avrà dopo oggi – ha aggiunto il Capo della Polizia -. Di continuare a costruire assieme questo forte e necessario senso di appartenenza che non passa solo per la difesa della ‘nostra gente’ ma per la difesa della nostra Amministrazione. Il Coisp ha fatto tanto parlare di sé, qualcuno dice a volte ‘sopra le righe’, ma lo spirito con il quale si è sempre mosso è stato quello della salvaguardia del Corpo e dei Poliziotti. E la nostra forza è l’Amministrazione, di cui è indispensabile salvaguardare la tradizione, la storia. Io ho visto con i miei occhi, a volte, la capacità di sopportazione che donne e uomini della Polizia hanno in certe situazioni, e mi mortifico quando mi ritrovo davanti agli stessi problemi che non sono stati risolti. Ecco perché dico che non si deve certo andare nella direzione del pensiero unico, anzi. In questo senso il primo ‘anarchico’ sono io, perché chi solleva i problemi spesso riesce a dare l’input, la spinta giusta verso le soluzioni. E però questo non deve mai farci dimenticare che noi esistiamo per il servizio che rendiamo alla gente, che ci guarda, che ci giudica. E l’Amministrazione sarà tanto più forte e saprà tanto meglio presentarsi alla comunità quanto più sarà coesa e capace di rappresentarsi correttamente all’esterno. Questa è una sfida che riguarda gli apparati, ma anche e soprattutto le singole poliziotte e i singoli poliziotti. Non lasciamo mai che ‘la pancia’ sublimi le istanze e le scelte che invece devono essere sempre dettate dal bene comune. In questo senso – ha concluso Gabrielli dando l’appuntamento al Convegno Nazionale del pomeriggio durante il quale è prevista la sua relazione – rinnovo al Coisp il mio apprezzamento e porgo non solo come Capo della Polizia, ma come Franco Gabrielli, i miei migliori auguri”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (170524 RM CO il Capo della Polizia ha aperto il Congresso Nazionale del COISP.pd)il Capo della Polizia ha aperto il Congresso Nazionale del COISP186 Kb25/05/2017 20:40
 
stragi da 25 anni le loro idee camminano sulle nostre gambe
Comunicati - News
Lunedì 22 Maggio 2017 19:46

 Nel 25° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio mentre anche il Coisp compie quegli anni: “Da un quarto di secolo le idee di quella parte migliore d’Italia camminano sulle nostre gambe”

 

“Venticinque anni fa moriva una parte dell’Italia migliore. Venticinque anni fa la restante buona Italia ‘rinasceva’ riscoprendo il coraggio, trovando una nuova voce per dire ‘fuori la mafia dallo Stato’, raccogliendo un’eredità inestimabile di idee, valori, principi, da continuare a far vivere nella memoria, nelle coscienze. Da venticinque anni - tanti ne ha questo nostro Coisp - quelle idee camminano sulle nostre gambe. Da venticinque anni quelle idee continuano a camminare sulle gambe dei Poliziotti italiani che già le condividevano, perché solo se una cosa ti appartiene sei disposto a morire per essa. Continuano a camminare in ogni quotidiano gesto di ogni Poliziotto al servizio dei cittadini, della legalità, della democrazia, delle Istituzioni; in ogni sforzo per continuare a ripetere che ricordare è un dovere, perché quelle morti non siano vane, perché non si arretri mai nel cammino di educazione, di cultura, di civiltà”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp Sindacato Indipendente di Polizia, in occasione del 25° anniversario degli eventi che segnarono inesorabilmente la storia del Paese quando, nelle stragi di mafia di Capaci e via D’Amelio del 1992, nel giro di quei drammatici 57 giorni persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e gli Agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, il 23 maggio, e in seguito il Giudice Paolo Borsellino e gli Agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, il 19 luglio.

Questo anniversario così importante ricorre proprio quando anche il Coisp compie i suoi 25 anni, “in una coincidenza di date - aggiunge Maccari - che simboleggia perfettamente l’assoluta e totale ispirazione e dedizione di questa Organizzazione a quell’eredità straordinaria lasciataci da uomini e donne che da mezzo secolo onoriamo, celebriamo in ogni angolo del Paese, in ogni modo, con iniziative concrete volte a cementare sempre di più il legame della buona Italia con chi l’ha rappresentata appieno e che propongano alle nuove generazioni un vero e concreto ideale a cui ispirarsi”.

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini, diceva Giovanni Falcone. E noi oggi, guardandoci indietro, siamo umilmente ma pienamente soddisfatti di aver tenuto fede a questo monito. Non solo con ogni cippo commemorativo, con ogni targa scoperta, con ogni struttura dedicata, con ogni intitolazione di strada, con ogni incontro, convegno, colloquio con le scuole, ma anche con ogni servizio svolto con amore, con dedizione, con fedeltà, con caparbietà, con sacrificio, dentro le volanti, dietro alle scrivanie, in mezzo ai vicoli, nelle piazze e nelle strade, ad ogni corteo, ad ogni operazione, ad ogni sbarco, ad ogni calamità, ad ogni cerimonia, ogni volta che guardiamo con volti rigati da lacrime di orgoglio feroce un tricolore sventolare. Quelle identiche sensazioni le proviamo anche guardando davanti a noi, certi che, un passo dopo l’altro, altre gambe continueranno a far camminare quelle idee che in questi 25 anni abbiamo contribuito fedelmente a portare avanti”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (170522 RM CO stragi da 25 anni le loro idee camminano sulle nostre gambe.pdf)stragi da 25 anni le loro idee camminano sulle nostre gambe67 Kb22/05/2017 19:46
 
AGGREDIRE I POLIZIOTTI... BEI MOTIVI UMANITARI
Comunicati - News
Domenica 14 Maggio 2017 17:47

Tre Poliziotti in ospedale per l’aggressione di quattro immigrati, due dei quali con permesso di soggiorno per motivi umanitari, il Coisp: “Ottimo modo per manifestare il bisogno di essere salvati in Italia…”

 

“Siamo veramente stufi di assistere all’inefficienza ed all’approssimazione di un sistema di cui facciamo le spese a causa del nostro lavoro. Stufi di dover allungare quotidianamente la lista dei colleghi che finiscono in ospedale a causa di un fenomeno immigratorio in cui si finge che tutto sia sotto controllo, senza ammettere che qualcosa non va. Stufi di vedere che troppi si nascondono dietro al paravento del bisogno di essere salvati per delinquere sfacciatamente in Italia, certi che provenire da zone del mondo dove la vita è indubbiamente difficile sia il lasciapassare per vivere al di sopra delle Leggi di uno Stato che accoglie senza i dovuti severi controlli, senza la dovuta severissima reazione alla commissione di reati ed al mancato rispetto delle norme. Stufi di assistere alle aberranti situazioni come quella verificatasi a Pordenone dove i colleghi sono stati aggrediti e mandati in ospedale da quattro immigrati due dei quali con permesso di soggiorno ‘per motivi umanitari’. Stufi di queste assurde prese in giro. Pretendiamo che questi soggetti vengano espulsi alla velocità della luce dall’Italia”.

Furioso commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo l’ennesima notizia di un’aggressione alle Forze dell’Ordine da parte di immigrati registrata a Pordenone. Qui, due equipaggi della Polizia sono stati attaccati da un gruppo di stranieri dopo essere intervenuti per sedare una rissa a seguito della chiamata di alcuni cittadini. Gli immigrati alla vista dei Poliziotti hanno reagito con ancor più violenza e li hanno aggrediti, tanto che alla fine tre Agenti sono finiti in ospedale con prognosi di 40, 10 e 5 giorni, prima che l’intervento di altre pattuglie consentisse il faticoso arresto dei responsabili grazie all’uso dello spray antiaggressione, mentre una Volante è stata seriamente danneggiata. I seguenti ulteriori controlli e perquisizioni hanno consentito di ritrovare della droga ai fermati, due dei quali, come hanno precisato i media, sono uomini di origine pakistana cui le Commissioni per il diritto d’asilo avevano concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

“Siamo indignati ma non particolarmente sorpresi - insiste Maccari -, perché ben avvezzi ad immigrati che mentono clamorosamente e che arrivano in Italia ben consci dei metodi per sfuggire alle maglie della legalità e dare libero sfogo al più arbitrario dei comportamenti. Siamo inoltre tristemente avvezzi alle aggressioni nei confronti di chi porta la divisa da parte di tanti che ci vedono come dei nemici giurati. Ma non ci abitueremo mai al fatto che lo Stato non intervenga concretamente ed irremovibilmente per porre un minimo di raziocinio e di regole a questo immane ed epocale fenomeno che rischia di travolgere la sicurezza interna, dei cittadini e nostra, se non trova argini che limitino quantomeno gli abusi ed i comportamenti criminali. Chi non ha i requisiti per ottenere di restare in Italia non dovrebbe affatto entrarvi, e certamente chi delinque una volta entrato deve essere immediatamente cacciato”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (170511 RM CO AGGREDIRE I POLIZIOTTI... BEI MOTIVI UMANITARI.pdf)AGGREDIRE I POLIZIOTTI... BEI MOTIVI UMANITARI67 Kb14/05/2017 17:47
Ultimo aggiornamento Domenica 14 Maggio 2017 17:48
 
calcio, Gabrielli conferma nostro allarme, i club devono pagare
Comunicati - News
Martedì 09 Maggio 2017 19:56

Calcio, il Coisp dopo l’allarme di Gabrielli durante l’audizione in Commissione Antimafia: “Il Capo conferma quel che chiediamo da sempre: le spese per la sicurezza devono essere a carico dei club!”

 

“Tutti i costi della sicurezza in occasione di manifestazioni calcistiche devono gravare sui club.

Bisogna immediatamente togliere dalla spalle degli italiani il peso insostenibile di un business che arricchisce pochissimi, diverte pochi, umilia troppi, sfrutta chi porta la divisa. Quello del calcio è un mondo sempre più compromesso, per mantenere il quale è giusto che paghi solo chi ha un vero e concreto interesse. Una richiesta di sicurezza ormai arrivata alle stelle, il più preoccupante livello di criticità per carenza di uomini e mezzi e per anzianità media degli Operatori di Polizia della nostra storia recente, una mole di sfide ogni giorno più pericolose che dobbiamo fronteggiare, e stiamo ancora qui a destinare centinaia di migliaia di uomini delle Forze dell’Ordine e fiumi di denaro pubblico per delle partite di calcio da cui, sicuramente, non dipende la sopravvivenza, la sicurezza o lo sviluppo di questo Paese. E’ un oltraggio intollerabile, una grossolana mancanza di rispetto per la dignità di chi si vede sopraffatto dalla violenza e non ci sente sufficientemente al proprio fianco, ma anche di tutti quei colleghi che, ancora, dagli stadi non tornano a casa ma finiscono puntualmente in ospedale”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, torna così su uno dei temi che vede il Sindacato Indipendente di Polizia maggiormente impegnato, quello della violenza negli stadi ed in occasione di manifestazioni calcistiche e la proposta sostenuta da sempre di far gravare sui club le spese per la sicurezza.

E Maccari lo fa in occasione dell’audizione del Capo della Polizia davanti la Commissione Antimafia, dove Franco Gabrielli ha reso anche noto che “allo scorso 31 marzo sono stati oltre 165.000 gli uomini dei contingenti delle forze dell’ordine impiegati, in questa stagione, nelle partite di calcio: è un dato che dovrebbe far accapponare la pelle, un lusso che questo paese non si può più permettere.

Anche perché queste persone non stanno lì gratis et amore dei. Significa straordinari, domeniche, quindi recuperi e riposi. Sono risorse sottratte ad altri controlli sul territorio”. E ancora: “In questa stagione - ha concluso poi Gabrielli - ci sono stati 75 incontri di calcio caratterizzati da scontri”.

“E’ una denuncia seria e gravissima – insiste Maccari – ed oltre tutto non nuova. Nell’estate del 2015 in occasione del convegno ‘La polizia di Stato per lo sport: sicurezza e sostenibilità’ tenutosi all’Expo, furono resi noti numeri altrettanto agghiaccianti relativi a 10 anni di calcio: 1 milione e 272.000 Operatori della Polizia di Stato impiegati, 29.236 incontri di calcio monitorati, per una spesa di 173 milioni di euro, e un bilancio di 1.549 agenti e 1.443 civili feriti. Eppure non è fregato assolutamente nulla a chiunque avesse voce in capitolo. E due anni dopo siamo ancora qui a denunciare, sperando che non si riesca a sorvolare allegramente persino sulle parole del Direttore Generale della pubblica sicurezza italiana”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (170505 RM CO calcio, Gabrielli conferma nostro allarme, i club devono pagare.pdf)calcio, Gabrielli conferma nostro allarme, i club devono pagare160 Kb09/05/2017 19:57
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 5 di 126