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no alla volante lagunare da tre
Comunicati - News
Martedì 19 Dicembre 2017 19:08

UN CHIARO NO ALLA RIDUZIONE DEL PERSONALE DELLE VOLANTI LAGUNARI

 

Le organizzazioni sindacali di Venezia hanno incontrato nella mattinata di ieri, venerdì 15 dicembre, il Questore di Venezia per discutere della già avviata modifica operativa che ha portato da un totale di quattro a tre il numero del personale imbarcato nelle Volanti lagunari, riducendo di una unità l’equipaggio di condotta e manovra delle imbarcazioni.

All’incontro ha partecipato il Direttore del Servizio del Controllo del Territorio dr. Maurizio Vallone, appositamente inviato dal Dipartimento dopo gli energici interventi di alcune delle segreterie nazionali delle scriventi OO.SS. determinati dalla decisione del Questore di Venezia.

Decisione assunta in maniera unilaterale e senza rispettare le consolidate prassi, al contrario vigenti al Dipartimento e fortemente sostenute dal Capo della Polizia che vedono, nel rispetto dei differenti ruoli e funzioni, un costante rapporto di dialogo con i rappresentanti delle donne e degli uomini della Polizia di Stato.

Al contrario, con provvedimento diretto e senza alcun tipo di interlocuzione con le OO.SS,, il 30 novembre il Questore di Venezia assumeva la decisione di ridurre il personale delle Volanti lagunari da quattro (2 comandanti costieri + 2 operatori generici) a tre (3 comandanti costieri oppure 2 comandanti costieri + 1 operatore generico di volante, formato quale operatore di volante lagunare e di acque interne ma senza i titoli nautici che consentono la conduzione e le altre operazioni delle unità navali).

Solo a seguito della immediata e forte reazione sindacale, con comunicazione del 7 dicembre il Questore convocava una riunione con le OO.SS. per la giornata del 15 dicembre, parlando, per la prima volta, di sperimentazione delle nuove modalità operative.

L’incontro di ieri è stata l’occasione per rappresentare da parte di tutte le OO.SS., seppur con accenti differenti, la contrarietà all’iniziativa.

In particolare, le scriventi segreterie provinciali ritengono inaccettabile la disposizione del Questore, per modi e contenuti. Tralasciando sui modi, sono i contenuti quelli che più ci preoccupano.

E’ risultato palese come si sia proceduto senza alcun approfondimento preliminare, ma solamente sulla spinta della volontà e dell’idea di raggiungere l’obiettivo a qualunque costo.

E’ stato così richiesto un parere al Servizio Controllo del Territorio, competente per gli operatori di Volante ma, evidentemente, del tutto incompetente per l’equipaggio di conduzione e governo del mezzo navale, che rientra tra le competenze del Servizio Reparti Speciali.

Ciò è emerso chiaramente anche dalle parole del dr. Vallone, che si è riservato di chiedere approfondimenti ad altri Uffici, dichiarandosi incompetente su alcuni aspetti particolari sollevati dalle OO.SS., ovvero proprio quelli che attengono alle disposizioni vincolanti e non derogabili che regolano l’operatività dei mezzi navali della Polizia di Stato, come previsto dal Decreto del Capo della Polizia del 2 agosto 2002.

A conclusione dell’incontro, la decisione del Questore di non sospendere la sperimentazione e di non dare nemmeno una indicazione temporale certa e definita alla sperimentazione stessa, impone alle scriventi OO.SS. di assumere decisioni conseguenti all’atteggiamento di netta chiusura espressa dall’Amministrazione e, in attesa di raggiungere al Dipartimento quegli obiettivi e quei rapporti che oggi sono compromessi a livello locale, dichiarano lo stato di agitazione, riservandosi di dar luogo ad iniziative volte a far conoscere in maniera precisa e puntuale, tanto all’interno degli Uffici della Polizia di Stato della provincia quanto alla cittadinanza, i gravi rischi che possono derivare alla sicurezza della navigazione, alla sicurezza del personale operante e trasportato a bordo e alla cura dei mezzi navali.

Riaffermando con forza come la riduzione operata dall'Amministrazione locale sia totalmente inaccettabile, rigettano ogni accostamento o contrapposizione con la condivisibile aspirazione di raddoppiare il numero di Volanti lagunari nell'arco delle 24 ore per offrire un migliore servizio ai cittadini, aspirazione che ciascuna sigla sindacale e ciascun poliziotto di Venezia ha forte e presente da prima e più ancora del Questore ma che, giocoforza, si scontra con la preoccupante realtà dei numeri.

La grave riduzione del personale di Polizia, ben 17.000 in meno negli ultimi dieci anni, unita al correlato innalzamento dell'età media dei poliziotti italiani, avvenuta certamente non per volontà dei poliziotti stessi o delle organizzazioni sindacali, non può oggi tradursi, a Venezia, in un ulteriore aggravio dei compiti demandati e, in particolare, con un aumento dei pericoli insiti con la navigazione in ambiente lagunare, unico in tutto il Paese.

Nessuno dimentichi che da alcuni anni, a causa degli aumentati rischi connessi con una criminalità mai doma e con un pericolo terrorismo internazionale che impone un costante e assiduo innalzamento dell’operatività, le donne e gli uomini della Polizia di Stato di Venezia non si sono mai sottratti ad ogni richiesta di maggior impegno e di ulteriori sforzi.

E mai si sottrarranno!

Ma ci sono momenti, decisioni e atti che se ritenuti pericolosi per coloro verso i quali vengono assunti, in cui dire NO è un imperativo morale.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Dicembre 2017 19:10
 
concorso interno per 1400 vice ispettori - ricorso per il diritto dei colleghi a percepire l'indennita' di missione e trasferimento
Comunicati - News
Giovedì 14 Dicembre 2017 20:57

La Segreteria Nazionale del CO.I.S.P. ha avviato, per il tramite dei suoi legali di fiducia, un ricorso pilota iscritto al registro di segreteria generale del T.A.R. del Lazio al nr. 10814 del 2017 volto a contestare il collocamento in aspettativa speciale ex art 28 della Legge 668/1986 dei vincitori del concorso interno “per la nomina alla qualifica di vice ispettore del ruolo degli ispettori della polizia di Stato, con rivendica dello status giuridico ed economico connesso alle qualifiche di provenienza e dunque anche dell’indennità di missione.

Al riguardo si comunica agli iscritti di questa O.S. aderenti al ridetto ricorso de quo che giorno 12.12.2017 è stata discussa in Camera di Consiglio l’istanza cautelare connessa al detto ricorso tendente a sospendere gli effetti dell’aspettativa speciale.

In tale sede il Giudice amministrativo, ritenuto la questione meritevole di approfondimento e corroborata dal fumus boni iuris proprio della fase cautelare, con prossima ordinanza ha ordinato all’Amministrazione resistente il deposito di una dettagliata relazione sulla vicenda dedotta in contenzioso nonché ogni altro atto e/o documentato chiarimento, ritenuto utile ai fini del decidere.

L’adozione del provvedimento su richiamato fa presagire o, comunque, ragionevolmente ci consente di auspicare, un esito favorevole del nostro ricorso.

Pertanto, anche in ragione dei recenti sviluppi del contenzioso in parola ed in prospettiva dell’utilità di una pronuncia favorevole che aprirebbe le porte anche all’ulteriore rivendicazione della legge 29 marzo 2001, n. 86 (ex legge 100/87) per quei colleghi che non faranno rientro presso la propria sede di servizio, ci sentiamo di comunicare a coloro che non avessero a suo tempo aderito all’iniziativa in corso che i nostri legali hanno manifestato la disponibilità al patrocinio di un nuovo ricorso.

La novella nella fase cautelare, infatti, ci muove ad organizzare un’ulteriore azione giudiziaria con l’auspicio di non lasciare indietro nessuno; tenendo, infatti, presente il principio consolidato nel nostro ordinamento giuridico del divieto di estensione del giudicato interno nei confronti dei terzi, ovvero la possibilità che gli effetti della decisone possano essere estesi ai non partecipanti l’azione giudiziaria.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Dicembre 2017 20:59
 
Grazie al COISP si pone fine ai ritardi del pagamento delle indennità per i colleghi della ferroviaria stradale e postale
Comunicati - News
Lunedì 04 Dicembre 2017 19:10

 Il COISP, da sempre impegnato nella risoluzione di una problematica che penalizza il personale delle specialità della Polizia di Stato, apprezza l’impegno del Dipartimento della P.S. finalizzato a risolvere positivamente una questione che riguarda alcune miglia di Poliziotti.  

La stabilizzazione dei capitoli delle indennità per gli operatori della specialità ferroviaria, stradale e postale, permetterà, dal prossimo mese di gennaio, grazie ad una adeguata previsione finanziaria, il pagamento delle stesse in tempi assolutamente brevi e quindi senza dover attendere le tempistiche inaccettabili connesse alle procedure di riassegnazione da parte del MEF e successiva registrazione alla Corte dei Conti, che ad oggi hanno portato al pagamento di quanto spettante ai Poliziotti con anni di ritardo rispetto ai servizi espletati.

Nel plaudere quindi a questo nuovo modo di gestire il Dipartimento in maniera più vicina al personale e chiaramente più propensa ad ascoltare le loro necessità, così come esternate da chi, il COISP in primis, ne ha assunto una cosciente rappresentanza, questa O.S. proseguirà la propria azione al fine di ottenere una giusta soluzione finalizzata a corrispondere in tempi brevi tutti gli arretrati delle indennità in argomento, così che dal mese di gennaio p.v. possa avviarsi la nuova procedura senza somme pregresse da dover ancora evadere a favore dei nostri colleghi.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Dicembre 2017 19:11
 
Aumenti in busta paga solo chiacchiere e propaganda
Comunicati - News
Venerdì 24 Novembre 2017 21:50

Coisp: sulle notizie di possibili aumenti in busta paga: “Solo chiacchiere e propaganda. Non cederemo mai a proposte che calpestano la dignità dei Poliziotti”.

 

“Aumenti in busta paga a gennaio? Nulla di più falso. Sono solo chiacchiere e propaganda. Ed è oltraggioso, oltretutto, che si voglia far passare il messaggio che ottenere o meno gli aumenti dipenda dalla volontà del Sindacato di trovare un ‘accordo’. E’ scandaloso. Aspettiamo invano da mesi uno straccio di convocazione per discutere di un rinnovo doveroso e non più rinviabile. E il Coisp non cederà mai ad un ‘ricatto’ politico-mediatico che voglia indurci ad acconsentire a proposte che offendono la dignità e la professionalità dei Poliziotti italiani”.

Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta e contesta così le notizie comparse oggi sul Messaggero che scrive di aumenti ed arretrati che potranno percepire Polizia e Carabinieri a gennaio in caso di firma dell’accordo entro il 2017. Forze Armate e Corpi di Polizia, è spiegato nell’articolo, strettamente parlando il contratto non lo firmano ma devono comunque raggiungere un’intesa, che si traduce poi in un provvedimento legislativo con il quale sono stabiliti gli aumenti. Le somme che complessivamente finiranno in busta paga con la prima mensilità del 2018, secondo quanto riportato dal giornale, si attesterebbero in media intorno ai 660 euro per i Corpi di Polizia. Questo però, è ancora aggiunto, accadrà solo se l’accordo viene firmato entro il 2017. E quanto alle possibilità che l’intesa sia chiusa per gennaio, si evidenzia che ancora sul tavolo della trattativa c’è il nodo delle risorse per il salario accessorio, e si fa riferimento inoltre ai “malumori” registrati con la precedente vicenda del riordino delle carriere, rilevando inoltre come l’Esecutivo ritenga però di aver fatto uno sforzo significativo per il settore della sicurezza.

“E’ inutile tentare di mischiare le carte in tavola - precisa però Pianese -. La trattativa per il rinnovo contrattuale è stata solamente ‘aperta’ con un unico incontro a luglio e da allora siamo ancora in attesa di una nuova convocazione da parte del Governo che chiarisca quali sono le risorse che vuole destinare a tale scopo. Infatti, ad oggi, siamo fermi all’elemosina dei famosi 85 euro lordi mensili a regime, che si trasformano al massimo in 40 euro netti al mese, e quindi le notizie diffuse in proposito forse riguardano quanto dovrebbero percepire gli appartenenti alle forze di Polizia in un intero anno! Questo tipo di accordo il Coisp lo respinge al mittente, perché dopo otto anni di illegittimo blocco contrattuale ci aspettiamo una proposta che sia almeno analoga al contratto del 2009 e preveda la rivalutazione delle indennità operative e del lavoro straordinario. Non è accettabile poi - conclude il leader del Coisp - confondere il riordino delle carriere con il rinnovo contrattuale. Il riordino è un provvedimento necessario ad efficientare il Sistema Sicurezza, che comunque donne e uomini delle Forze di Polizia continuano a mantenere in piedi in modo encomiabile, ed era atteso dal lontano 1995. Il rinnovo contrattuale è un dovere che lo Stato non può più eludere nel rispetto della professionalità e della dedizione degli operatori. Il Paese in questi anni ha chiesto, e continua a chiedere, sacrifici straordinari agli appartenenti alle Forze di Polizia, quindi ci aspettiamo dal Governo che tutto ciò sia riconosciuto”.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Novembre 2017 21:52
 
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