le ultime notizie

No alla chiusura del Comm.to di Marghera

Torneo calcetto dedicato a Roberto Anzolin

tutta colpa di Starsky e Hutch

Befana COISP 2017

Pagano loro...paghiamo tutti

noi cretini..e loro vittime

Non dobbiamo preoccuparci ?

il COISP incontra il Capo della Polizia Franco Gabrielli
Comunicati - News
Martedì 04 Aprile 2017 22:35

Nel pomeriggio odierno la Segreteria Nazionale del COISP ha nuovamente incontrato il Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli.

Si è trattato del quarto di una serie di incontri che con il Prefetto Gabrielli si è concordato di tenere al fine di analizzare e trovare giusta soluzione a molteplici problematiche che il COISP ha portato all’attenzione del Dipartimento.

Al Capo della Polizia è stata nuovamente rappresentata l'esigenza di disciplinare la mobilità del personale e sono stati puntualizzati i non pochi disagi che i Poliziotti che aspirano ad essere trasferiti sono costretti a subire a causa della mancanza di regole chiare e di trasparenza, regole che l’Amministrazione si era peraltro pure data (ma continua a disattendere) con la circolare del 14 maggio del 2012 con la quale erano stati introdotti nuovi criteri oggettivi e relativi parametri di valutazione finalizzati alla formazione di graduatorie a cui far riferimento per la mobilità a domanda del personale della Polizia di Stato dei ruoli dei Sovrintendenti, Assistenti ed Agenti che aspiri al trasferimento presso sede diversa da quella in cui presta servizio.

Al Prefetto Gabrielli è stata anche evidenziata la distorta applicazione della mobilità a domanda ai sensi dell'art. 55 DPR 335/82 il quale prevede che "Il trasferimento ad altra sede può essere disposto anche in soprannumero all’organico dell’ufficio o reparto quando la permanenza del dipendente nella sede nuoccia al prestigio dell’Amministrazione o si sia determinata una situazione oggettiva di rilevante pericolo per il dipendente stesso, o per gravissime ed eccezionali situazioni personali" ed è stato sottolineato che appare pressoché inverosimile condizionare la previsione di applicazione del predetto articolo, ovvero le gravissime ed eccezionali situazioni personali rappresentate dal dipendente, ai benefici previsti dalla legge 104/92. In poche parole oggi l'Amministrazione accorda il trasferimento al dipendente solo nel caso in cui i gravi motivi rappresentati siano condizioni di gravità legate a situazioni previste dalla legge quadro per i portatori di handicap.

Nel merito di quanto sopra il Capo della Polizia ha assicurato che a breve sarà riaperto il confronto con le OO.SS. per addivenire ad una circolare condivisa che regoli in modo chiaro e trasparente la mobilità a domanda del personale della Polizia di Stato.

Il COISP ha quindi denunciato al Capo della Polizia le innumerevoli ed annose problematiche relative al pagamento del trattamento di missione nei confronti del personale citato a testimoniare in Tribunale fuori dalla propria sede di servizio per fatti connessi all’espletamento del servizio o all’assolvimento di obblighi istituzionali.

In particolare, nel ricordare la circolare del 18 marzo 2009, recante prot. 557/RS/CN.10/0734, a firma dell’allora Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli, con la quale per ciò che concerne il “Trattamento di missione” venne finalmente chiarito che il personale della Polizia di Stato comandato fuori della propria sede di servizio a testimoniare dinanzi all’A.G., per fatti conseguenti all’espletamento del servizio o all’assolvimento degli obblighi istituzionali, ha diritto, da parte della propria Amministrazione (non da altri!!), alla corresponsione del trattamento economico di missione, è stato lamentato che tali disposizioni sono state considerate carta straccia per moltissimi, tant’è che il più delle volte continua a verificarsi che i nostri colleghi, comandati a testimoniare fuori sede per ragioni connesse al servizio, ricevono dagli Uffici Amministrativo e Contabile l’anticipo delle spese di viaggio, vitto e alloggio, e poi tali Uffici, a distanza anche di anni, non avendo ricevuto dal Tribunale gli emolumenti per la testimonianza resa dal poliziotto, effettuano (senza alcuna preventiva comunicazione!!) una trattenuta sulla busta paga di quest’ultimo così da recuperare le somme non riscosse dall’A.G. o comunque ne chiedono l’immediato rimborso.

Si è anche rappresentato che in altre circostanze – sempre disattendendo la suddetta circolare – si è preteso che il personale vada a rendere la testimonianza fuori sede a proprie spese in quanto le stesse dovrebbero poi essere corrisposte dal Tribunale ….. che lo fa anche dopo 23 anni!

In buona sostanza, nonostante la suddetta circolare, si continua a negare ai poliziotti l’indennità di missione a carico della nostra Amministrazione, oppure si prelevano coattivamente dalle tasche dei predetti quei rimborsi che l’Amministrazione non è capace di farsi garantire dal Ministero della Giustizia.

Il Capo della Polizia, perso atto di quanto sopra, ha assicurato un immediato intervento con l'emanazione di un’apposita disposizione.

Il confronto è proseguito con l’analisi di alcune situazioni operative difficili con le altre Forze di Polizia sul territorio relativamente alle deleghe di indagini e/o accertamenti da effettuare.

Non poteva mancare da parte del Coisp la ribadita richiesta di analizzare compiutamente le attuali normative riguardanti le tutele legali con riferimento anche alle inaccettabili decisioni poste in essere molte volte dall’Avvocatura di Stato per quanto riguarda i pagamenti delle spese di difesa.

L’incontro con il Prefetto Gabrielli si è concluso affrontando brevemente alcune vertenze territoriali da tempo pendenti le quali saranno oggetto di specifici approfondimenti nel corso di un successivo incontro che si terrà a breve.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (170403 RM CO il COISP incontra il Capo della Polizia Franco Gabrielli.pdf)il COISP incontra il Capo della Polizia Franco Gabrielli167 Kb04/04/2017 22:36
 
ERA UN BEL PESCE D'APRILE ma solo in parte perchè la situazione dell'ordine pubblico è realmente vergognosa
Comunicati - News
Domenica 02 Aprile 2017 13:12

Ordine pubblico - Dopo i numeri identificativi….il “garante arbitro” delle controversie durante le manifestazioni.

 

MA, COME OGNI ANNO, IL NOSTRO PESCE D'APRILE E' STATO ANCHE LO SPUNTO PER TORNARE A PARLARE DI QUESTIONI CHE DANNEGGIANO LA SICUREZZA DEL PAESE!

Un nostro comunicato stampa di ieri 31 marzo portava a conoscenza di un emendamento che avrebbe dovuto essere presentato il 1° aprile 2017, in coincidenza con il giorno della promulgazione della Legge 121/81 che ha riformato la Pubblica Sicurezza italiana. Nell’emendamento veniva descritta la nuova figura del “garante arbitro” durante le manifestazioni di piazza, il quale, alla stregua di un arbitro di una partita di calcio, poteva “espellere” i poliziotti dagli schieramenti dei reparti inquadrati in servizio di ordine pubblico od addirittura i Funzionari, se avessero protestato troppo.

Denunciavamo che si trattava di uno scandalo che si aggiunge a quello dei “numeri identificativi”, vera e propria ossessione dimostrata da anni da parte di alcuni politici che hanno colpevolmente assecondato il partito trasversale dell’antipolizia, i cui seguaci non si preoccupano di garantire manifestazioni democratiche a tutti cittadini, ma solo di proteggere i violenti che, ormai quotidianamente, usano ogni occasione per vandalizzare i beni pubblici ed assaltare le Forze dell’Ordine.

Ebbene, pur trattandosi di un Pesce d’Aprile, quanto da noi denunciato non è certo lontano dall’attualità.

I Poliziotti, difatti, subiscono ad ogni manifestazione non solo le violenze di gruppi sempre più spavaldamente alla ricerca dello scontro ad ogni costo, ma anche gli altrettanto puntuali assalti mediatici di opinionisti, politicanti e pseudo rappresentanti i quali amano continuare l’opera di chi ci vernicia di rosso le divise, scagliandosi pretestuosamente contro le Forze dell’Ordine.

Una formidabile tenaglia tra piazza e media in cui rimangono schiacciati i Tutori dell’Ordine, le cui difese vengono prese sempre da troppo pochi tra coloro che hanno la possibilità di farlo.

È drammaticamente ironico quanto denunciato nel comunicato stampa di ieri, sull’assenza totale di qualsiasi pena “per chi ci aggredisce violentemente con ogni mezzo”. Noi scherzavamo sull’“ammonizione verbale del cittadino e sulla somma di ammonizioni comminate dal “garante arbitro” che avrebbero comportato per l’incolpato di saltare la manifestazione seguente!

Nella cruda e triste realtà invece i “ragazzi che sbagliano”, quei pochissimi che fermiamo durante gli assalti alle divise, non “saltano nemmeno un turno” e se ne vanno indisturbati dopo un paio d’ore, in attesa di processi che finiranno in un patetico rimbrotto, come accaduto anche di recente.

La nostra speranza è che si decida, oggi, che le violenze non possano venire considerate “normali” che si smetta di parlare di “scontri tra polizia e manifestanti”, perché i poliziotti nelle piazze non sono una parte contrapposta ad un’altra. Solo lì per difendere i cittadini dalle violenze, i lavoratori dalle violenze, i manifestanti dalle violenze. Chi sceglie la strada dello scontro, della devastazione, deve pagarne anche le conseguenze.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (170401 RM CO ERA UN BEL PESCE D'APRILE  ma solo in parte perchè la situazione de)ERA UN BEL PESCE D'APRILE ma solo in parte perchè la situazione dell'ordine pub246 Kb02/04/2017 13:12
Ultimo aggiornamento Domenica 02 Aprile 2017 13:14
 
no expo, devastare conviene e intanto marchiano noi
Comunicati - News
Lunedì 27 Marzo 2017 21:09

No Expo, il Coisp dopo che in Appello è caduta l’accusa più grave per l’unico condannato: “Milano distrutta ma nessuno pagherà. Lo sapevamo. Devastare conviene, e poi vogliono gli identificativi per noi!”

 

“Devastare una città ed aggredire le Forze dell’Ordine non costa proprio nulla, se non le spese per acquistare spranghe, per fabbricare bombe, per comprare bulloni e per procurarsi passamontagna. Sbizzarrirsi a cortei e manifestazioni è addirittura salutare, ci si può sfogare, si può fare allenamento picchiando i cretini mandati a fare il loro lavoro, ci si diverte sfasciando tutto. Conseguenze legali o economiche? Nessuna. Una pacchia! E presto sarà ancora più divertente, perché in tutto questo il geniale proposito per il futuro è identificare noi marchiandoci con i numeretti! Così dopo averci aggredito ci si può buttare a terra e poi denunciarci per tortura! Strepitoso”.

Così un furioso Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la sentenza della Corte d’appello di Milano che ha annullato l’unica condanna per devastazione emessa in primo grado a seguito delle violenze verificatesi in occasione del corteo dei No Expo il 1° maggio del 2015. Forze dell’Ordine aggredite a freddo, un Poliziotto circondato e picchiato mentre era a terra, ed una lista interminabile di auto, negozi, banche e vetrine incendiate e distrutte; la Procura che ha parlato di una guerriglia pianificata in cui “l’agire di ciascun imputato nel medesimo contesto criminoso ha generato i gravi fatti di devastazione: ed ogni facinoroso aveva la chiara percezione del contributo materiale e morale dato con la propria condotta al complessivo ampio scenario di devastazione”; eppure l’unico condannato per la più grave accusa, Andrea Casieri, 38 anni, militante di un centro sociale milanese, è stato “salvato” dai giudici d’appello: la devastazione sparita, i tre anni e otto mesi inflitti in primo grado si riducono due anni e quattro mesi per resistenza e travisamento.

“Che nessuno avrebbe mai risposto seriamente per quanto accaduto – insiste Maccari –, al di là delle chiacchiere al vento di Ministro e compagni, l’avevamo già detto in occasione della devastazione di Milano. Come lo diciamo ogni volta, in ogni altra zona d’Italia, perché sappiamo bene come vanno le cose; ne abbiamo piena cognizione perché in quelle strade a sputare sangue ci stiamo noi, i soli a subire conseguenze di ogni genere ogni volta che c’è in ballo la violenza. In quei giorni ci eravamo profondamente indignati per la vergognosa resa ai violenti, lasciati liberi di spaccare tutto e di aggredire tutti. Avevamo espresso la nostra vergogna per un Ministro, Alfano, completamente incapace di assolvere il ruolo che rivestiva e che parlò di ‘prova di civilità’. Che ridicolaggine! Alfano semplicemente se ne lavò le mani preventivamente, mandandoci a fare i punchball per i black bloc, non volendo e non sapendo come dimostrare l’autorevolezza che, infatti, non aveva. Purtroppo il Paese continua a non dare alcuna prova di civiltà. Ora distanza di due anni, si rinuncia a chiedere il conto persino all’unico e solo identificato fra centinaia di professionisti del disordine e della devastazione su ben 180 tra quelli identificati nel corso delle indagini. Misure cautelari per alcuni di loro. Poi ovviamente tutto si è concluso con un nulla di fatto, e grazie tante a chi si è divertito a sfasciare Milano e ad aggredire noi! In compenso proseguono senza ostacoli i passi avanti contro le Forze dell’Ordine che presto saranno marchiati in modo da essere maggiormente inoffensivi durante i servizi di ordine pubblico!”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (170327 RM CO no expo, devastare conviene e intanto marchiano noi.pdf)no expo, devastare conviene e intanto marchiano noi69 Kb27/03/2017 21:09
 
immigrazione, tentato stupro a padova - solo l'ennesimo allarme
Comunicati - News
Lunedì 20 Marzo 2017 20:48

Immigrazione, monta la protesta dopo il tentato stupro nel Padovano, il Coisp: “Ennesimo campanello d’allarme, cambiare le cose rispettando timori e bisogni dei cittadini o andrà sempre peggio” .

 

“Dopo il tentato stupro avvenuto nel Padovano registriamo solo l’ennesimo campanello d’allarme in merito alla Sicurezza poiché le cose, in tema di immigrazione clandestina, non fanno che peggiorare giorno dopo giorno. Non solo esiste la concreta necessità di garantire maggiore sicurezza a quei territori che più di altri scontano il prezzo altissimo di un’accoglienza indiscriminata e fuori misura per il Paese, ma è indispensabile fare i conti anche con un clima di esasperazione dei cittadini che sta superando i livelli di guardia, sospinto soprattutto da provvedimenti e circostanze che servono solo ad alimentare il fuoco della protesta. E’ indispensabile cambiare le cose considerando prioritario l’ascolto ed il rispetto delle necessità, delle paure, delle esigenze e dei diritti dei cittadini, o andrà sempre peggio ed i problemi per la Sicurezza non faranno che aumentare. Senza contare che la tanto agognata integrazione anche di chi ha i requisiti per restare diverrà sempre più un miraggio”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo il grave fatto di cronaca di venerdì sera relativo al tentativo di violenza sessuale ai danni di una donna a Bagnoli di Sopra commesso, secondo quanto denunciato dalla vittima, da un uomo di colore, che potrebbe essere ospitato nel grande hub presente in zona. Un episodio che ha fatto divampare la protesta dei residenti che, guidati dai Sindaci del circondario, chiedono maggior sicurezza e la chiusura dell’enorme e sovraffollato centro di accoglienza.

“Insistiamo a dire che in Italia la gestione dell’epocale fenomeno dell’immigrazione di massa di questi anni è un fallimento - insiste Maccari -. Cittadini e Forze dell’Ordine sopportano da soli un peso insostenibile, e tanto per rendere le cose più esplosive arriva l’imposizione della Corte europea dei diritti dell’uomo di risarcimenti a clandestini non sistemati abbastanza comodamente nei centri di accoglienza, proprio mentre ci sono padri italiani che dormono in auto, mamme che chiedono ai Poliziotti di sistemargli i figlioletti per la notte e giovani che vengono aggredite mentre fanno una corsa vicino casa. Che l’aggressore di Padova sia davvero un ospite dell’hub o meno le cose non cambiano, le difficoltà di tanti italiani in tutto il Paese restano immutate, e le ancor più grandi difficoltà delle Forze dell’Ordine che devono ‘svuotare il mare con un cucchiaino’ vanno ad accumularsi con le altre tante immense responsabilità per difendere la Sicurezza.

Qualcosa che deve per forza interessare anche a chi prende decisioni dall’alto, altrimenti non se ne esce”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (170320 RM CO immigrazione, tentato stupro a padova - solo l'ennesimo allarme.pdf)immigrazione, tentato stupro a padova - solo l'ennesimo allarme160 Kb20/03/2017 20:48
Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Marzo 2017 20:49
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 6 di 125