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forze dell'ordine senza mezzi e l'accoglienza delle inammissibili frivolezze
Comunicati - News
Domenica 05 Febbraio 2017 14:31

Lezioni di sci gratis ai richiedenti asilo, il Coisp: “L’inammissibile frivolezza del sistema di ‘accoglienza’ in Italia, mentre le Forze dell’Ordine combattono ogni giorno senza mezzi!”

 

“Leggiamo dell’ultima follia concepita in un sistema ‘dell’accoglienza’, quello italiano, fatto di inammissibili frivolezze, di assurde leggerezze, di inconcepibili iniquità, un business dello sfruttamento assoluto delle casse di uno Stato per il quale noi, invece, combattiamo ogni giorno senza mezzi e senza alcuna tutela. Lezioni di sci gratis ai richiedenti asilo?

E’ una vergogna senza pari, mentre tanti italiani stentano ad arrivare a fine mese in condizioni quantomeno dignitose e mentre il Personale in divisa è costretto a sacrifici inenarrabili per portare a casa la pelle, e poi anche per tentare di sopravvivere fra le mille insidie di un lavoro troppo dato per scontato”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia commenta indignato le ultime notizie in tema di accoglienza dei richiedenti asilo giunti clandestinamente in Italia, che questa volta provengono da Udine e parlano di corsi gratuiti di sci finanziati con i soldi della Ue per favorire l’integrazione.

“Vitto alloggio e assistenza di ogni genere – aggiunge Maccari – e adesso anche passatempi e lussi.

Lussi sì. Perché questo sono gite sulla neve e lezioni di sci gratis. E oltre tutto questo avviene mentre ci sono italiani che vitto alloggio e assistenza non ce l’hanno… e che non osano neppure sognare i lussi che invece concediamo ai clandestini senza battere ciglio. La domanda è: perché garantire ai richiedenti asilo un tenore di vita che non è reale perché non viene garantito ai cittadini di questo Paese? In Italia le emergenze sono così tante che non si sa neppure da dove cominciare, e non si può restare indifferenti di fronte alla spesa di soldi pubblici per garantire lezioni di sci gratis a chicchessìa, meno che mai se a beneficiarne sono persone che non hanno di fatto alcun merito né hanno conquistato alcun privilegio in alcun modo. E meno che mai se servizi essenziali, come certamente è il garantire la sicurezza, stentano ad essere forniti ai cittadini che pure fanno la loro parte per mandare avanti questo strano e ingrato Paese”.

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Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2017 14:35
 
Terroristi ospiti al Senato Le Istituzioni dicano no
Comunicati - News
Lunedì 16 Gennaio 2017 19:03

Il 19 gennaio i terroristi Coi e Grena invitati al Senato per la presentazione del libro sugli “anni di piombo”, il Coisp insorge: “Vittime e cittadini non devono subire ancora, le Istituzioni dicano no”

 

 

“I terroristi Andrea Coi e Grazia Grena invitati come ospiti alla presentazione di un libro a Palazzo Madama… ma è possibile che in Italia non riusciamo a dimostrare di conoscere il significato delle parole vergogna, opportunità, pentimento? Le Istituzioni italiane, chi le incarna, chi ha l’onore e l’onere di rappresentarle e con esse l’intera cittadinanza, ha il dovere di impedire che l’abominio della violenza e della prevaricazione, l’orrore della lotta armata per l’antistato, trovino ancora spazio dopo tutto il sangue versato negli anni peggiori della nostra storia più recente. Ospitare dei terroristi al Senato della Repubblica italiana, che sia per la presentazione di un libro o per qualsiasi altro motivo, porgergli un microfono e con esso la possibilità di mostrarsi come persone che abbiano titolo per insegnare o trasmettere qualcosa di buono è disgraziatamente irresponsabile, offende in maniera orrenda la memoria di chi è morto per mano di feroci criminali, calpesta senza ritegno la dignità di famiglie condannate alla sofferenza a vita per la perdita degli affetti più cari. Chi ha scelto di far parte a qualunque titolo dell’orrore chiamato terrorismo potrebbe avere una sola cosa da trasmettere, il rimorso più corrosivo, ma può farlo solo rimanendo nel dovuto silenzio che accompagna il vero pentimento o producendo fatti concreti ma altrettanto silenti”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito della notizia dell’appuntamento fissato per il 19 gennaio a Palazzo Madama per la presentazione de “Il libro dell’incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto”, cui sono stati invitati Andrea Coi e Grazia Grena, entrambi condannati per terrorismo, ed a cui dovrebbero a quanto pare presenziare anche il Presidente del Senato e il Ministro della Giustizia.

“Rispetto a questa iniziativa editoriale e ad altri incontri per la sua presentazione – aggiunge Maccari -, sentiamo e leggiamo di un’idea che vorrebbe muoversi nel solco della ‘giustizia riparativa’ e del cambiamento che l’abominio degli ‘anni di piombo’ ha prodotto nella vita dei protagonisti. Concetti che non solo non devono essere demonizzati, ma anzi che potenzialmente portano con sé qualcosa di buono, e cioè l’esplorazione della disperazione, del dramma prodotto dalla violenza bestiale dei terroristi. Ma la domanda è: quale significato ha, in concreto, il concetto del rispetto per chi ha sofferto e soffre ancora a causa di quella violenza. La vera giustizia riparativa non può prescindere dalla convinta partecipazione delle vittime al lungo e doloroso percorso che serve. Ebbene, ci sono vittime del terrorismo che non gioiscono affatto all’idea di incontrare i loro carnefici, nemmeno di sognano di farlo e, anzi, vivono come un insopportabile offesa il fatto che tanti terroristi siano divenuti addirittura personaggi pubblici. Di loro, però, è facile fregarsene evidentemente. Ci chiediamo: la vera riparazione passa per l’esaltazione di un terrorista attraverso l’ospitata in Parlamento? Il vero pentimento è tale se viene espresso a chiacchiere di fronte a microfoni e telecamere e meglio ancora se in sedi istituzionali? Qualunque sia la risposta a queste domande – conclude Maccari – rimane comunque il fatto che il rispetto per le vittime che soffrono profondamente di fronte ad iniziative come questa, compresi noi che contiamo tante divise insanguinate nell’adempimento del dovere di difendere lo Stato da quei criminali esaltati di allora che oggi sono ospiti d’eccezione in tanti salotti, aule e colonne di giornali, dovrebbe obbligare le Istituzioni a dire no a certe spettacolarizzazioni orrende della violenza più vigliacca”.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Gennaio 2017 19:04
 
Gabrielli denuncia e saltano tutti dalla sedia
Rassegna - dalla stampa
Domenica 29 Gennaio 2017 15:25
Gabrielli denuncia e saltano tutti dalla sedia
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Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2017 15:26
 
terremoto e neve, ma quegli elicotteri non risultano inefficienti
Comunicati - News
Lunedì 23 Gennaio 2017 14:49

Terremoto e neve in centro Italia, il Coisp dopo le precisazioni dell’Arma: “Eppure non risultano elicotteri inefficienti del disciolto Corpo Forestale… a meno che i problemi non siano burocratici o d’immagine. Abbiamo subito uno dei nefasti effetti della riforma? ”

 

“Arriva la sciagura, inaspettata, imprevedibile per carità, ma tutto è pronto come dovrebbe essere?

Leggiamo di elicotteri del disciolto Corpo Forestale che non sarebbero stati in condizioni di volare. Eppure, da quel che ci risulta, ad eccezione degli unici tre AW 109N inutilizzati da anni per mancanza di risorse economiche, nelle sedi di Roma Urbe, Rieti e Pescara non ci sarebbero elicotteri inefficienti, come del resto si potrebbe facilmente ed immediatamente riscontrare dai libretti di volo dei singoli velivoli. E’ dunque fin troppo lecito porsi una domanda: ‘non in condizioni di volare’ potrebbe significare che sono fermi da troppo tempo in attesa dell’espletamento di questioni burocratiche per la nuova immatricolazione e necessarie certificazioni o per l’adeguamento d’immagine, considerato che recano ancora la scritta ‘Forestale’ sulla fiancata… ? E’ piuttosto chiaro che se così fosse ci troveremmo di fronte ad uno dei tanti nefasti effetti della riforma che ha voluto l’assorbimento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri e che per ovvie e concrete ragioni in tanti avevamo chiesto di evitare o quantomeno di rinviare per il tempo necessario a fare ordine e chiarezza”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le polemiche nate all’indomani del drammatico ennesimo sisma in centro Italia che, unito alle proibitive condizioni meteo ed alle nevicate di portata assolutamente eccezionale, è sfociato in un dramma senza fine per le popolazioni di quelle regioni. Dopo le pesanti critiche per il mancato immediato intervento degli elicotteri di soccorso, infatti, la polemica è infuriata a proposito degli elicotteri dei Vigili del Fuoco senza la strumentazione per volare di notte e di quelli del Corpo Forestale, assorbito dall’Arma dei carabinieri per effetto della riforma Madia, fermi nella base operativa di Rieti.

Più in dettaglio, alcuni hanno denunciato che l’ex base operativa degli elicotteri della Forestale, presso l’aeroporto Ciuffelli, risulterebbe chiusa con ben tre elicotteri fermi per l’espletamento delle procedure tecniche e burocratiche per l’acquisizione da parte dell’Arma dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco. Il Comando Generale dell’Arma, per parte sua, ha in proposito diramato un comunicato precisando che la base è aperta, ma che di fatto, tra quelli fermi per manutenzione e quelli non in grado di operare in certe condizioni climatiche, non ci sarebbe stato nessun mezzo disponibile per i soccorsi nella zona.

“Eppure noi ribadiamo che non risultano elicotteri fermi per inefficienze in quella base - insiste Maccari -.

Fermi per manutenzione significa che bisogna passargli una mano di vernice e cambiargli le scritte sulla fiancata? Significa che bisogna perfezionare il passaggio dall’ex Forestale all’Arma? E’ questa la vera domanda per cui pretendere risposta. Una risposta che Dio non voglia sia positiva, perché altrimenti significherebbe che abbiamo sacrificato la sicurezza dei cittadini per il colpevole diniego a spostare l’entrata in vigore del provvedimento al momento in cui si potesse assicurare che tutto fosse pronto ad un tale delicato passaggio, o al colpevole ritardo di coloro i quali, ciascuno per le proprie competenze, non hanno tempestivamente adottato le relative urgenti misure perché l’improvvida riforma Madia non mandasse in tilt il sistema dei soccorsi che fino ad oggi il Corpo Forestale aveva assicurato”.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Gennaio 2017 14:53
 
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