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MENSA, BUONO PASTO, GENERI DI CONFORTO - Riunione del 4 ottobre 2016
Comunicati - News
Giovedì 06 Ottobre 2016 21:47

La Commissione Paritetica prevista dall’art. 29 del D.P.R. 164/2002 deve (dovrebbe, sic!) risolvere le controversie interpretative delle norme contrattuali che regolamentano il rapporto di lavoro dei Poliziotti.

I lavori di tale Commissione sono stati bloccati a luglio del 2012 quando taluni sindacati (con la “s” minuscola come dovrebbe esserlo la lettera iniziale della loro sigla!) hanno sollevato una pretestuosa pregiudiziale riguardo i contenuti del Regolamento di cui la ridetta Commissione doveva dotarsi e l’Amministrazione ha ben pensato di risolvere la questione non convocando più la stessa.

Non poche problematiche, che avrebbe dovuto trovare soluzione in tale consesso, alcune delle quali riguardano anche aspetti economici (… soldi che i Poliziotti avrebbero potuto percepire!), hanno quindi continuato a sussistere ed innumerevoli questioni hanno trovato applicazione difforme nel territorio.

Non è certamente fantasioso ipotizzare che la condotta di quei sindacati era stata pianificata con l’Amministrazione che in tal modo, per anni, ha potuto interpretare non poche norme a proprio piacimento e soprattutto ha potuto effettuare risparmi di spesa ai danni dei Poliziotti.

Tra le tante questioni che adesso, anche grazie a “questo” Capo della Polizia, auspichiamo di risolvere “con o senza” la citata Commissione Paritetica, ve ne erano alcune che concernevano

- l’attribuzione del buono pasto (ticket restaurant) di 7 euro nel caso di impossibilità, per ragioni di servizio, a fruire di mensa o esercizi convenzionati;

- la fruizione gratuita della mensa di servizio per i colleghi che beneficiano degli alloggi di servizio, alle condizioni statuite per il restante personale;

- la fruizione gratuita della mensa di servizio o l’attribuzione del buono pasto (ticket restaurant) in misura doppia, per tutti i Poliziotti e non più solo per chi svolge talune tipologie di servizio, nel caso di impiego in orari che, nella medesima giornata, ricoprono il periodo di tempo destinato sia al pranzo che alla cena, come anche nel caso di prolungamento del servizio per situazioni emergenziali;

- la fruizione di ambedue i pasti per il personale costretto a prestare servizio in una sede c.d. disagiata;

- l’attribuzione del buono pasto (ticket restaurant) per il personale che presta servizio in una sede c.d. disagiata che è sprovvista di mensa di servizio;

- l’obbligo per l’Amministrazione di stipulare convenzioni con esercizi di ristorazione private che garantiscano al personale di fruire di pasti completi;

- la monetizzazione dei generi di conforto …

… ed altro ancora.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Ottobre 2016 21:50
 
AD OGGI SOLO FREGATURE
Comunicati - News
Sabato 03 Dicembre 2016 17:08

Il 30 novembre scorso si è tenuto un incontro tra sindacati confederali e Governo circa il rinnovo del contratto per gli aumenti stipendiali dei dipendenti della PA.

Si decideva anche delle somme da destinare al nostro Comparto ma non ha potuto partecipare nessun Sindacato di Polizia, anche solo ad assistere alla riunione, nemmeno quei sindacati che da tempo si spremono per magnificare questo Governo anche se quasi sempre senza reale motivo.

Al termine sarebbe stato concordato un incremento stipendiale “non inferiore a 85 euro medi mensili” (ovviamente lordi) per il triennio 2016-2018 che tuttavia – a quanto riportano i media – dovrebbe essere

legato al salario accessorio con ciò significando, per quanto ci riguarda,

- che le indennità accessorie (ordine pubblico, missione, servizi esterni, lavoro straordinario, etc..) potrebbero avere un incremento di poche decine di centesimi … che, seppur pochi, influiranno ovviamente in maniera notevole su quegli 85 euro medi mensili lordi che avrebbero dovuto prendere quei colleghi che non svolgono tali servizi in maniera stabile;

- oppure che nessun aumento potrà esserci per le citate indennità, così garantendo ai Poliziotti una ulteriore umiliazione.

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diffamazione al Prefetto IZZO - condannato Il Sole 24ore risarcito anche il COISP
Comunicati - News
Martedì 22 Novembre 2016 21:12

Diffamazione al Prefetto Izzo, condannati Direttore e Giornalista del Sole 24Ore, risarcimento anche per il Coisp. Maccari: “L’onore dei Poliziotti non è qualcosa da usare come mezzo per fare titoloni”

 

“L’onore dei Poliziotti italiani non è qualcosa da poter usare come un banale strumento per fare titoli sensazionalistici, non ammette leggerezze in alcuna circostanza e per alcun motivo, ma il massimo del rispetto e, finalmente, almeno in un’aula giudiziaria, questo principio è stato messo nero su bianco.

Contestualmente ha trovato piena realizzazione la nostra legittimazione a difendere quell’onore, che si è tradotta in una posizione giuridica affermata e tutelata con il riconoscimento del nostro diritto ad essere risarciti in quanto parte lesa da una condotta diffamatoria che, colpendo un Rappresentante di Vertice della Polizia di Stato come lo stimato Prefetto Izzo, ha danneggiato l’immagine di tutti i Poliziotti. Ci aspettavamo questo ottimo risultato, certi come siamo della bontà del nostro operato che, purtroppo, è quanto mai indispensabile dal momento che chi di dovere fino ad oggi non è comparso nelle sedi dove abbiamo davvero bisogno di essere difesi”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così la sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato Roberto Napoletano e Marco Ludovico, Direttore e Giornalista del Sole 24Ore, nell’ambito del processo che li vedeva imputati per diffamazione pluriaggravata ai danni del Prefetto Nicola Izzo. I due imputati sono stati rinviati a giudizio nel gennaio del 2015 per gli articoli relativi alle lettere anonime del famoso “Corvo” che avevano coinvolto lo stesso Prefetto, allora Vice Capo Vicario della Polizia di Stato.

Secondo la Procura i due giornalisti si sarebbero resi responsabili di diffamazione a mezzo stampa ai danni di Izzo, aggravata per l’attribuzione al Prefetto di un preciso fatto poi dimostratosi infondato e per l’essere la persona offesa un organo dello Stato. Il Pubblico Ministero, infatti, ne aveva sollecitato la condanna con una richiesta accolta dal Tribunale che ha condannato Ludovico e Napoletano, rispettivamente, il giornalista alla multa di 600 euro ed il direttore alla multa di 400 euro.

“Contestualmente - spiega l’avvocato Eugenio Pini, difensore del Sindacato Indipendente che si è costituito parte civile - ha riconosciuto al Coisp il diritto al risarcimento del danno, che sarà quantificato in separata sede, attribuendogli per il momento una provvisionale di 3.000 euro”.

“Si chiude così un primo capitolo di una vicenda giudiziaria ancora lunga, che ha dato vita ad altri procedimenti nei quali - conclude Maccari - grazie allo straordinario lavoro dell’avvocato Pini, continueremo a stare in prima linea per la difesa

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detenuto affetto da tbc incredibile silenzio e assoluto menefreghismo per la salute di chi serve lo stato
Comunicati - News
Lunedì 21 Novembre 2016 20:39

Detenuto affetto da Tbc trasferito in aereo senza comunicazioni in merito, il Coisp: “Incredibile silenzio su una vicenda che tradisce il menefreghismo verso la salute di chi serve onestamente lo Stato”

 

“E’ sconcertante l’assordante silenzio che si registra in merito alla vergognosa vicenda venuta alla luce nella casa di reclusione di Is Arenas, in Sardegna, dove ad un detenuto appena arrivato da un'altra Casa circondariale italiana sono stati riscontrati focolai attivi di tubercolosi senza che nessuno sapesse del pericolo durante il trasferimento. A due giorni da una denuncia clamorosa che avrebbe dovuto scuotere vertici di Uffici e Dipartimenti nemmeno il ronzio di una mosca che vola… La salute di chi lavora onestamente servendo lo Stato non vale davvero poi molto in Italia, e questa ennesima conferma tradisce una volta di più il menefreghismo assoluto per tutti gli operatori del Comparto”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così a seguito della grave situazione verificatasi in Sardegna dove, stando a quanto segnalato anche da tutti i media, a un detenuto di origini romene proveniente da un carcere del Nord Italia, e trasferito sull’isola in aereo, è stata riscontrata la Tbc. Il detenuto, a quanto emerso, è giunto a Is Arenas senza che dalla struttura penitenziaria di provenienza fosse stata comunicata l’infezione tubercolare, tanto che è stato trasportato su un volo di linea senza particolari precauzioni, in modo che i passeggeri dell’aereo, la scorta che lo ha trasferito, nonché gli altri detenuti con cui è venuto in seguito in contatto sono rimasti esposti a possibile contagio. Il caso sanitario, è stato spiegato dai media, è stato poi scoperto dal medico della casa di reclusione di Is Arenas al momento dell'arrivo del recluso, e poi confermato presso l’ospedale di San Gavino dove il detenuto è stato accompagnato per approfonditi accertamenti.

“Ma tutto questo disastro – si infuria Maccari – deve essere inavvertitamente sfuggito agli Organi competenti. Competenti a far tutto fuorché ad occuparsi delle donne e degli uomini che da loro dovrebbero essere rappresentati e tutelati. E’ fin troppo evidente che qualcuno da qualche parte ha commesso un errore di assoluta gravità, e che per questo le conseguenze rischiano di pagarle, tanto per cambiare, i soliti ‘cretini’ in divisa. Situazioni del genere sono molto meno rare di quel che si possa immaginare, ma il personale della Sicurezza non può continuare così, nell’indifferenza e nell’arroganza più assoluta di chi continua sistematicamente a trattarci come fantocci tranquillamente sacrificabili”.

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