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rapinatore ucciso, noi e i cittadini viviamo stesso dramma
Comunicati - News
Domenica 12 Marzo 2017 16:55

Ladro ucciso da ristoratore nel Lodigiano, il Coisp: “Il grido di disperazione dei cittadini è un tormento per noi. Viviamo il loro stesso dramma, non avendo numeri, mezzi e strumenti per fare di più”

 

“Il vero dramma per chi appartiene alle Forze dell’Ordine è sentire i cittadini dire di sentirsi dentro al Far West, disperati, in balìa di delinquenza di ogni genere, vittime di ripetuti atti criminali.

E’ una sconfitta terribile e bisogna avere il coraggio di ammetterlo. Per chi porta la divisa e dedica la propria vita a legalità e sicurezza dover assistere a vicende terribili come l’ultima nel Lodigiano e come tante altre in tanti posti del Paese è motivo di ulteriore ed assoluta frustrazione, soprattutto per chi denuncia in tutti i modi carenze e limiti cui si potrebbe mettere mano ma non si fa, lanciando appelli a destra ed a manca per ottenere certamente non privilegi personali o trattamenti di favore, ma solo gli strumenti per lavorare al meglio al servizio della gente. Il dramma di Mario Cattaneo come di tanti altri come lui è il nostro stesso dramma, lo viviamo da due prospettive diverse, ma siamo facce della stessa medaglia”.

E’ il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla terribile vicenda che ha coinvolto Mario Cattaneo, proprietario del ristorante di Casaletto Lodigiano assaltato nella scorsa notte dai banditi, uno dei quali è morto dopo essere stato raggiunto da un colpo partito dal fucile di cattaneo accorso nel locale dopo che era scattato l’allarme.

Il ristoratore 67enne, che era già stato vittima di altri episodi criminosi, è adesso indagato in attesa che si chiarisca l’esatta dinamica dei fatti. Il paese si è schierato dalla sua parte e molti hanno denunciato un clima di grande insicurezza, qualcuno parlando del luogo addirittura come di “un angolo di Far West dimenticato al confine di tre provincie: Milano, Lodi e Pavia”.

“E’ terribile sentire così spesso questi commenti da Nord a Sud - aggiunge Maccari -, ma possibile che li sentiamo solo noi? E poi assistere a situazioni pazzesche di Vittime che finiscono per essere additate come carnefici, gente che spende una vita a costruire un mondo per se e la propria famiglia travolta da una spirale di violenza in cui o si subisce la sopraffazione dei delinquenti o si subisce la mannaia di un sistema in cui le reali esigenze dei cittadini di poter vivere serenamente e liberamente si scontrano con insufficienze tali da non garantirgli il rispetto di certi diritti”.

“La sicurezza è una priorità per la gente - conclude il Segretario Generale del Coisp -. Non c’è modo di eludere questa cosa. Hai voglia ad indagare i cittadini per omicidio. Hai voglia a chiedere fiducia ed affidamento. Hai voglia a dire che tutto è sotto controllo. Hai voglia a blaterare che i reati sono in calo.

Una persona conta quante volte i ladri gli entrano in negozio e quante volte i ladri entrano in cella, e poi reagisce di conseguenza. Non c’è modo di evitarlo a chiacchiere. Investire pesantemente sulla sicurezza è al momento una necessità assoluta, altro che ridimensionamento e revisione di spesa!

Cambiare profondamente il sistema perché sia garantita una risposta severa e seria ed un’ineludibile certezza della pena è indispensabile perché, assieme a quanto facciamo ogni giorno con sacrifici enormi, si possa restituire ai cittadini la piena consapevolezza che alla loro sicurezza pensa lo Stato, in maniera piena, forte, efficiente e risolutiva”.

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riordino carriere, abbiamo prova che ci hanno ascoltati ma si puo' fare meglio
Comunicati - News
Giovedì 23 Febbraio 2017 20:35

Riordino carriere, appena licenziato il testo presentato dal Ministro dopo lunghi confronti con i Sindacati, il Coisp: “Recepiti molti nostri input. E’ la prova che siamo stati ascoltati ma si può fare di più”

 

“Siamo ancora lontani da ciò che riteniamo indispensabile che si faccia in tema di riordino delle carriere, ma il testo licenziato poco fa dal Consiglio dei Ministri non è certamente da buttar via. Quanto proposto dal Ministro è il risultato di lunghi e serrati confronti che abbiamo portato avanti per mesi, e che non possiamo esimerci dal definire proficui e corretti perché molti nostri input sono stati recepiti. Basti pensare che siamo partiti da una cifra ridicola da avere a disposizione fino ad arrivare grazie alle nostre ferme argomentazioni ad una previsione di 967 milioni di euro che non sono bruscolini e che ci consentirebbero di fare parecchio”.

 

E’ il commento a caldo di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, al termine del Consiglio dei Ministri con cui è stato dato il via libera a cinque decreti attuativi fra cui la “revisione dei ruoli delle Forze di Polizia”.

 

“Aspettiamo il riordino dal 1995 ed è proprio il senso di responsabilità e di correttezza nei confronti dei Poliziotti italiani che ci porta a fare valutazioni equilibrate invece che lasciarci andare ai soliti catastrofismi che fanno apparire più agguerrito chi critica di più a priori. E’ chiaro che ci aspettiamo e auspichiamo ulteriori migliorie al testo, che potranno arrivare nel passaggio alle Commissioni, ma al momento stigmatizziamo con forza le critiche distruttive di quei Sindacati che tentano così solo di accaparrarsi consensi facendo leva sul forte senso di frustrazione dei colleghi, che vengono in tal modo ulteriormente aizzati. Definire disastrosa qualcosa che in realtà non lo è, vuol dire tentare di annientare ed annichilire anche il lavoro serio e concreto che abbiamo fatto in questi mesi nel solo ed unico interesse dei colleghi, e che continueremo a fare senza sosta e senza sconti per andare verso un testo definitivo che si può migliorare ancora”.

Ed oltre al Ministro dell’Interno Marco Minniti che ha fatto “sentire” la Sua presenza ed impegno, non possiamo non indicare anche il Capo della Polizia Franco Gabrielli ed il Vice Capo Matteo Piantedosi quali artefici dei miglioramenti che si sono registrati nel testo del riordino. Avremmo voluto e si sarebbe dovuto fare di più ma ricevere il plauso quantomeno per l’impegno da chi, come il Coisp, non è mai prodigo di complimenti, è garanzia di concretezza e serietà per questi alti Rappresentanti.

 

E va riconosciuta!

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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Febbraio 2017 20:39
 
forze dell'ordine senza mezzi e l'accoglienza delle inammissibili frivolezze
Comunicati - News
Domenica 05 Febbraio 2017 14:31

Lezioni di sci gratis ai richiedenti asilo, il Coisp: “L’inammissibile frivolezza del sistema di ‘accoglienza’ in Italia, mentre le Forze dell’Ordine combattono ogni giorno senza mezzi!”

 

“Leggiamo dell’ultima follia concepita in un sistema ‘dell’accoglienza’, quello italiano, fatto di inammissibili frivolezze, di assurde leggerezze, di inconcepibili iniquità, un business dello sfruttamento assoluto delle casse di uno Stato per il quale noi, invece, combattiamo ogni giorno senza mezzi e senza alcuna tutela. Lezioni di sci gratis ai richiedenti asilo?

E’ una vergogna senza pari, mentre tanti italiani stentano ad arrivare a fine mese in condizioni quantomeno dignitose e mentre il Personale in divisa è costretto a sacrifici inenarrabili per portare a casa la pelle, e poi anche per tentare di sopravvivere fra le mille insidie di un lavoro troppo dato per scontato”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia commenta indignato le ultime notizie in tema di accoglienza dei richiedenti asilo giunti clandestinamente in Italia, che questa volta provengono da Udine e parlano di corsi gratuiti di sci finanziati con i soldi della Ue per favorire l’integrazione.

“Vitto alloggio e assistenza di ogni genere – aggiunge Maccari – e adesso anche passatempi e lussi.

Lussi sì. Perché questo sono gite sulla neve e lezioni di sci gratis. E oltre tutto questo avviene mentre ci sono italiani che vitto alloggio e assistenza non ce l’hanno… e che non osano neppure sognare i lussi che invece concediamo ai clandestini senza battere ciglio. La domanda è: perché garantire ai richiedenti asilo un tenore di vita che non è reale perché non viene garantito ai cittadini di questo Paese? In Italia le emergenze sono così tante che non si sa neppure da dove cominciare, e non si può restare indifferenti di fronte alla spesa di soldi pubblici per garantire lezioni di sci gratis a chicchessìa, meno che mai se a beneficiarne sono persone che non hanno di fatto alcun merito né hanno conquistato alcun privilegio in alcun modo. E meno che mai se servizi essenziali, come certamente è il garantire la sicurezza, stentano ad essere forniti ai cittadini che pure fanno la loro parte per mandare avanti questo strano e ingrato Paese”.

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Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2017 14:35
 
Terroristi ospiti al Senato Le Istituzioni dicano no
Comunicati - News
Lunedì 16 Gennaio 2017 19:03

Il 19 gennaio i terroristi Coi e Grena invitati al Senato per la presentazione del libro sugli “anni di piombo”, il Coisp insorge: “Vittime e cittadini non devono subire ancora, le Istituzioni dicano no”

 

 

“I terroristi Andrea Coi e Grazia Grena invitati come ospiti alla presentazione di un libro a Palazzo Madama… ma è possibile che in Italia non riusciamo a dimostrare di conoscere il significato delle parole vergogna, opportunità, pentimento? Le Istituzioni italiane, chi le incarna, chi ha l’onore e l’onere di rappresentarle e con esse l’intera cittadinanza, ha il dovere di impedire che l’abominio della violenza e della prevaricazione, l’orrore della lotta armata per l’antistato, trovino ancora spazio dopo tutto il sangue versato negli anni peggiori della nostra storia più recente. Ospitare dei terroristi al Senato della Repubblica italiana, che sia per la presentazione di un libro o per qualsiasi altro motivo, porgergli un microfono e con esso la possibilità di mostrarsi come persone che abbiano titolo per insegnare o trasmettere qualcosa di buono è disgraziatamente irresponsabile, offende in maniera orrenda la memoria di chi è morto per mano di feroci criminali, calpesta senza ritegno la dignità di famiglie condannate alla sofferenza a vita per la perdita degli affetti più cari. Chi ha scelto di far parte a qualunque titolo dell’orrore chiamato terrorismo potrebbe avere una sola cosa da trasmettere, il rimorso più corrosivo, ma può farlo solo rimanendo nel dovuto silenzio che accompagna il vero pentimento o producendo fatti concreti ma altrettanto silenti”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito della notizia dell’appuntamento fissato per il 19 gennaio a Palazzo Madama per la presentazione de “Il libro dell’incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto”, cui sono stati invitati Andrea Coi e Grazia Grena, entrambi condannati per terrorismo, ed a cui dovrebbero a quanto pare presenziare anche il Presidente del Senato e il Ministro della Giustizia.

“Rispetto a questa iniziativa editoriale e ad altri incontri per la sua presentazione – aggiunge Maccari -, sentiamo e leggiamo di un’idea che vorrebbe muoversi nel solco della ‘giustizia riparativa’ e del cambiamento che l’abominio degli ‘anni di piombo’ ha prodotto nella vita dei protagonisti. Concetti che non solo non devono essere demonizzati, ma anzi che potenzialmente portano con sé qualcosa di buono, e cioè l’esplorazione della disperazione, del dramma prodotto dalla violenza bestiale dei terroristi. Ma la domanda è: quale significato ha, in concreto, il concetto del rispetto per chi ha sofferto e soffre ancora a causa di quella violenza. La vera giustizia riparativa non può prescindere dalla convinta partecipazione delle vittime al lungo e doloroso percorso che serve. Ebbene, ci sono vittime del terrorismo che non gioiscono affatto all’idea di incontrare i loro carnefici, nemmeno di sognano di farlo e, anzi, vivono come un insopportabile offesa il fatto che tanti terroristi siano divenuti addirittura personaggi pubblici. Di loro, però, è facile fregarsene evidentemente. Ci chiediamo: la vera riparazione passa per l’esaltazione di un terrorista attraverso l’ospitata in Parlamento? Il vero pentimento è tale se viene espresso a chiacchiere di fronte a microfoni e telecamere e meglio ancora se in sedi istituzionali? Qualunque sia la risposta a queste domande – conclude Maccari – rimane comunque il fatto che il rispetto per le vittime che soffrono profondamente di fronte ad iniziative come questa, compresi noi che contiamo tante divise insanguinate nell’adempimento del dovere di difendere lo Stato da quei criminali esaltati di allora che oggi sono ospiti d’eccezione in tanti salotti, aule e colonne di giornali, dovrebbe obbligare le Istituzioni a dire no a certe spettacolarizzazioni orrende della violenza più vigliacca”.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Gennaio 2017 19:04
 
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