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numeri identificativi per ogni manifestante
Comunicati - News
Domenica 12 Marzo 2017 16:52

Il Coisp dopo l’emendamento dei Grillini per prevedere i numeri identificativi per gli Agenti: “Mai prima che si pensi come identificare ogni partecipante a manifestazioni, cortei e proteste…..”

 

“Numeri identificativi per i Poliziotti? E perché no… ma mai prima che entri in funzione un meccanismo tale per cui si riesca a dare un numero identificativo ad ogni singolo partecipante a cortei, manifestazioni, proteste, tifoseria sportiva e così via. Mai, inoltre, prima che si riesca a vedere una qualche significativa e concreta risposta dello Stato contro chi aggredisce in qualsiasi maniera gli Operatori del Comparto Sicurezza. Mai finché avremo giudici che non concedono gli arresti a delinquenti che ci attaccano in strada perché sono ‘giovani, incensurati, e motivati dalle proprie convinzioni’.

Non siamo qui a fare la parte dei manzi da portare al macello. Siamo Servitori e non servi!

Qui se c’è qualcuno che ha bisogno di essere tutelato dalla violenza insensata e dalla tortura di prepotenti patentati, quelli sono proprio gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine”.

Duro intervento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la notizia che il Movimento 5 Stelle ha presentato alla Camera un emendamento al testo del decreto legge sulla sicurezza urbana per identificare gli Agenti impegnati durante le manifestazioni. I Grillini hanno chiesto di inserire una modifica alla legge voluta dal ministro dell'Interno Marco Minniti, ed approvata lo scorso 20 gennaio, che è in discussione in Commissione Affari Costituzionali, in cui è previsto che sulla divisa delle Forze dell'Ordine venga “apposto un codice identificativo univoco di squadra” che sia visibile “a distanza di almeno 15 metri ed anche in condizioni di scarsa visibilità”.

“Pensare o assecondare l’equivoco che si debba difendere i cittadini da noi, fa veramente cadere le braccia - insiste Maccari -. Non capire o fingere di non vedere che in Italia le Forze dell’Ordine sono quasi inermi di fronte alla violenza delle piazze è da irresponsabili.

Nel contesto sociale che l’Italia vive, di continua caccia alle streghe contro di noi e di campagne d’odio che spingono per una criminalizzazione senza via di scampo delle Forze dell’Ordine, in un clima di quasi assoluta impunità dei veri delinquenti e di pene che non conoscono alcuna seria certezza, e soprattutto in un sistema che non garantisce gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine sotto tutti i profili, senza protocolli operativi adeguati, senza tutela legale, economica, sanitaria, e senza numeri, mezzi e neppure l’età adatta per gli uomini in servizio, dovremmo anche sottoporci alla marchiatura che significa metterci un bersaglio ancora più grande sul petto? Ma si può sapere quand’è che davvero alcuni si sono convinti che persona in divisa voglia dire cretino?”.

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gravi responsabilita' del sindaco De Magistris sugli incidenti di Napoli il COISP chiede le dimissioni
Comunicati - News
Domenica 12 Marzo 2017 16:50

GRAVI RESPONSABILITA’ DEL SINDACO DE MAGISTRIS SUGLI INCIDENTI DI NAPOLI:

IL COISP CHIEDE LE DIMISSIONI

 

“Ciò che sta avvenendo a Napoli con le gravi aggressioni dei manifestanti nei confronti delle Forze dell’Ordine, a cui va la nostra solidarietà, è il frutto del clima di odio che si è alimentato alla vigilia di una manifestazione a forte rischio sotto il profilo dell’ordine pubblico, e sul quale sono evidenti le responsabilità del sindaco De Magistris”.

E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP - il Sindacato Indipendente di Polizia, che prosegue: “Non possono esserci porzioni del territorio italiano in cui non possa essere esercitato il diritto costituzionale di manifestare liberamente il proprio pensiero, e Napoli non può fare certo eccezione. I diritti non possono essere considerati un capriccio a seconda delle convenienze politiche, e bene ha fatto il Ministro dell’Interno, da uomo delle Istituzioni, a schierarsi, con grande senso di responsabilità, dalla parte della democrazia. Non sono invece accettabili posizioni border-line tra la legalità e l’illegalità, non si può professare il rispetto della Costituzione calpestandola, non si può indossare la fascia di sindaco ed allo stesso tempo marciare idealmente al fianco dei più violenti esponenti dei centri sociali, i soliti figli di papà incappucciati che cercano emozioni nel gioco della guerra contro le divise, altro che cultura ed ironia, altro che accoglienza e fratellanza. Con le sue dichiarazioni intolleranti ed irresponsabili De Magistris ha chiare responsabilità sugli incidenti in corso a Napoli, per questo lo invitiamo a rassegnare immediatamente le dimissioni da sindaco.

E’ lui a meritare un foglio di via… dalle Istituzioni!”.

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il COISP incontra il Capo della Polizia Franco Gabrielli
Comunicati - News
Martedì 04 Aprile 2017 22:35

Nel pomeriggio odierno la Segreteria Nazionale del COISP ha nuovamente incontrato il Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli.

Si è trattato del quarto di una serie di incontri che con il Prefetto Gabrielli si è concordato di tenere al fine di analizzare e trovare giusta soluzione a molteplici problematiche che il COISP ha portato all’attenzione del Dipartimento.

Al Capo della Polizia è stata nuovamente rappresentata l'esigenza di disciplinare la mobilità del personale e sono stati puntualizzati i non pochi disagi che i Poliziotti che aspirano ad essere trasferiti sono costretti a subire a causa della mancanza di regole chiare e di trasparenza, regole che l’Amministrazione si era peraltro pure data (ma continua a disattendere) con la circolare del 14 maggio del 2012 con la quale erano stati introdotti nuovi criteri oggettivi e relativi parametri di valutazione finalizzati alla formazione di graduatorie a cui far riferimento per la mobilità a domanda del personale della Polizia di Stato dei ruoli dei Sovrintendenti, Assistenti ed Agenti che aspiri al trasferimento presso sede diversa da quella in cui presta servizio.

Al Prefetto Gabrielli è stata anche evidenziata la distorta applicazione della mobilità a domanda ai sensi dell'art. 55 DPR 335/82 il quale prevede che "Il trasferimento ad altra sede può essere disposto anche in soprannumero all’organico dell’ufficio o reparto quando la permanenza del dipendente nella sede nuoccia al prestigio dell’Amministrazione o si sia determinata una situazione oggettiva di rilevante pericolo per il dipendente stesso, o per gravissime ed eccezionali situazioni personali" ed è stato sottolineato che appare pressoché inverosimile condizionare la previsione di applicazione del predetto articolo, ovvero le gravissime ed eccezionali situazioni personali rappresentate dal dipendente, ai benefici previsti dalla legge 104/92. In poche parole oggi l'Amministrazione accorda il trasferimento al dipendente solo nel caso in cui i gravi motivi rappresentati siano condizioni di gravità legate a situazioni previste dalla legge quadro per i portatori di handicap.

Nel merito di quanto sopra il Capo della Polizia ha assicurato che a breve sarà riaperto il confronto con le OO.SS. per addivenire ad una circolare condivisa che regoli in modo chiaro e trasparente la mobilità a domanda del personale della Polizia di Stato.

Il COISP ha quindi denunciato al Capo della Polizia le innumerevoli ed annose problematiche relative al pagamento del trattamento di missione nei confronti del personale citato a testimoniare in Tribunale fuori dalla propria sede di servizio per fatti connessi all’espletamento del servizio o all’assolvimento di obblighi istituzionali.

In particolare, nel ricordare la circolare del 18 marzo 2009, recante prot. 557/RS/CN.10/0734, a firma dell’allora Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli, con la quale per ciò che concerne il “Trattamento di missione” venne finalmente chiarito che il personale della Polizia di Stato comandato fuori della propria sede di servizio a testimoniare dinanzi all’A.G., per fatti conseguenti all’espletamento del servizio o all’assolvimento degli obblighi istituzionali, ha diritto, da parte della propria Amministrazione (non da altri!!), alla corresponsione del trattamento economico di missione, è stato lamentato che tali disposizioni sono state considerate carta straccia per moltissimi, tant’è che il più delle volte continua a verificarsi che i nostri colleghi, comandati a testimoniare fuori sede per ragioni connesse al servizio, ricevono dagli Uffici Amministrativo e Contabile l’anticipo delle spese di viaggio, vitto e alloggio, e poi tali Uffici, a distanza anche di anni, non avendo ricevuto dal Tribunale gli emolumenti per la testimonianza resa dal poliziotto, effettuano (senza alcuna preventiva comunicazione!!) una trattenuta sulla busta paga di quest’ultimo così da recuperare le somme non riscosse dall’A.G. o comunque ne chiedono l’immediato rimborso.

Si è anche rappresentato che in altre circostanze – sempre disattendendo la suddetta circolare – si è preteso che il personale vada a rendere la testimonianza fuori sede a proprie spese in quanto le stesse dovrebbero poi essere corrisposte dal Tribunale ….. che lo fa anche dopo 23 anni!

In buona sostanza, nonostante la suddetta circolare, si continua a negare ai poliziotti l’indennità di missione a carico della nostra Amministrazione, oppure si prelevano coattivamente dalle tasche dei predetti quei rimborsi che l’Amministrazione non è capace di farsi garantire dal Ministero della Giustizia.

Il Capo della Polizia, perso atto di quanto sopra, ha assicurato un immediato intervento con l'emanazione di un’apposita disposizione.

Il confronto è proseguito con l’analisi di alcune situazioni operative difficili con le altre Forze di Polizia sul territorio relativamente alle deleghe di indagini e/o accertamenti da effettuare.

Non poteva mancare da parte del Coisp la ribadita richiesta di analizzare compiutamente le attuali normative riguardanti le tutele legali con riferimento anche alle inaccettabili decisioni poste in essere molte volte dall’Avvocatura di Stato per quanto riguarda i pagamenti delle spese di difesa.

L’incontro con il Prefetto Gabrielli si è concluso affrontando brevemente alcune vertenze territoriali da tempo pendenti le quali saranno oggetto di specifici approfondimenti nel corso di un successivo incontro che si terrà a breve.

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ERA UN BEL PESCE D'APRILE ma solo in parte perchè la situazione dell'ordine pubblico è realmente vergognosa
Comunicati - News
Domenica 02 Aprile 2017 13:12

Ordine pubblico - Dopo i numeri identificativi….il “garante arbitro” delle controversie durante le manifestazioni.

 

MA, COME OGNI ANNO, IL NOSTRO PESCE D'APRILE E' STATO ANCHE LO SPUNTO PER TORNARE A PARLARE DI QUESTIONI CHE DANNEGGIANO LA SICUREZZA DEL PAESE!

Un nostro comunicato stampa di ieri 31 marzo portava a conoscenza di un emendamento che avrebbe dovuto essere presentato il 1° aprile 2017, in coincidenza con il giorno della promulgazione della Legge 121/81 che ha riformato la Pubblica Sicurezza italiana. Nell’emendamento veniva descritta la nuova figura del “garante arbitro” durante le manifestazioni di piazza, il quale, alla stregua di un arbitro di una partita di calcio, poteva “espellere” i poliziotti dagli schieramenti dei reparti inquadrati in servizio di ordine pubblico od addirittura i Funzionari, se avessero protestato troppo.

Denunciavamo che si trattava di uno scandalo che si aggiunge a quello dei “numeri identificativi”, vera e propria ossessione dimostrata da anni da parte di alcuni politici che hanno colpevolmente assecondato il partito trasversale dell’antipolizia, i cui seguaci non si preoccupano di garantire manifestazioni democratiche a tutti cittadini, ma solo di proteggere i violenti che, ormai quotidianamente, usano ogni occasione per vandalizzare i beni pubblici ed assaltare le Forze dell’Ordine.

Ebbene, pur trattandosi di un Pesce d’Aprile, quanto da noi denunciato non è certo lontano dall’attualità.

I Poliziotti, difatti, subiscono ad ogni manifestazione non solo le violenze di gruppi sempre più spavaldamente alla ricerca dello scontro ad ogni costo, ma anche gli altrettanto puntuali assalti mediatici di opinionisti, politicanti e pseudo rappresentanti i quali amano continuare l’opera di chi ci vernicia di rosso le divise, scagliandosi pretestuosamente contro le Forze dell’Ordine.

Una formidabile tenaglia tra piazza e media in cui rimangono schiacciati i Tutori dell’Ordine, le cui difese vengono prese sempre da troppo pochi tra coloro che hanno la possibilità di farlo.

È drammaticamente ironico quanto denunciato nel comunicato stampa di ieri, sull’assenza totale di qualsiasi pena “per chi ci aggredisce violentemente con ogni mezzo”. Noi scherzavamo sull’“ammonizione verbale del cittadino e sulla somma di ammonizioni comminate dal “garante arbitro” che avrebbero comportato per l’incolpato di saltare la manifestazione seguente!

Nella cruda e triste realtà invece i “ragazzi che sbagliano”, quei pochissimi che fermiamo durante gli assalti alle divise, non “saltano nemmeno un turno” e se ne vanno indisturbati dopo un paio d’ore, in attesa di processi che finiranno in un patetico rimbrotto, come accaduto anche di recente.

La nostra speranza è che si decida, oggi, che le violenze non possano venire considerate “normali” che si smetta di parlare di “scontri tra polizia e manifestanti”, perché i poliziotti nelle piazze non sono una parte contrapposta ad un’altra. Solo lì per difendere i cittadini dalle violenze, i lavoratori dalle violenze, i manifestanti dalle violenze. Chi sceglie la strada dello scontro, della devastazione, deve pagarne anche le conseguenze.

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Ultimo aggiornamento Domenica 02 Aprile 2017 13:14
 
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