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bene gruppo Facebook oscurato, nessuno spazio a bulletti che cercano di apparire autorevoli
Comunicati - News
Martedì 20 Dicembre 2016 19:14

Oscurato il gruppo facebook anti Forze dell’Ordine, il Coisp: “Bene, non bisogna lasciare alcuno spazio a bulletti che pensano di giocare sugli equivoci, nessuno è al di sopra della legge o intoccabile”

 

“Chi vive in territori difficili e complicati, facendo purtroppo i conti da sempre con la subcultura della delinquenza, con l’arroganza della criminalità, con l’ignoranza e l’inciviltà testimoniate a chiare note dal rifiuto e dal dileggio delle Istituzioni non deve pensare neppure per un attimo che subire in silenzio sia saggio o conveniente.

Certi ‘bulletti’ senza onore non hanno alcuna autorevolezza né avranno mai e poi mai mano libera. Il gruppo facebook della provocazione e del doppio senso è stato chiuso, perché nessuno è al di sopra della legge o intoccabile. Questo è il messaggio che deve giungere chiaro ai cittadini dopo l’orrenda vicenda che, ahimè, vede ancora la Calabria protagonista. Nessuno cada nel trabocchetti di manipolatori di quart’ordine: chi sbaglia paga, Appartenenti alle Forze dell’Ordine compresi. Ma non c’è colpa individuale o errore del singolo che possa intaccare il valore dei Tutori dell’Ordine, di chi rappresenta lo Stato ed i suoi cittadini, di chi vigila sulla democrazia e sulle regole di legalità e di civiltà che ci garantiscono la libertà, quella vera. Non la libertà di poter prevaricare sugli altri, ma la libertà di potersi autodeterminare nel rispetto degli altri, prima di tutto di chi rappresenta tutti”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così dopo che la Polizia postale e delle comunicazioni ha chiuso il gruppo Facebook fondato ed amministrato da persone del Vibonese dal provocatorio nome “Al Di Sopra Della Legge - Intoccabili Autorizzati a Delinquere”, recante svariati attacchi soprattutto ad esponenti delle Forze dell’Ordine, compreso il Coisp.

“Gli squallidi tentativi di delegittimazione delle Forze dell’Ordine di certi disperati che non sanno più come veicolare i loro deliri – conclude Maccari – cadono ancora una volta nel vuoto e l’unico risultato che producono è che chi ne è stato l’artefice dovrà renderne conto”.

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Ultimo aggiornamento Martedì 20 Dicembre 2016 19:15
 
poliziotti innocenti fino in Cassazione
Comunicati - News
Domenica 23 Ottobre 2016 18:48

Poliziotti definitivamente scagionati fino in Cassazione dopo la morte di un detenuto, il Coisp: “Ma ovviamente nessuno ne parla.

E chi se ne frega? Non c’è notizia se non puoi andare contro le divise”

 

“Otto anni di inferno, ma dell’assoluzione di quattro onesti Poliziotti da accuse orrende ed oscene nessuno ne parla. E chi se ne frega? Che notizia è mai? Se di un Poliziotto non si può dire male, o non si può accusarlo vigliaccamente e violentemente, o non si può processarlo in piazza, a chi importa sapere di lui?

Poliziotti assolti… un successo? Ma quando mai… gli sciocchi avvocati che li hanno difesi non hanno capito nulla. Non diventeranno mai famosi, Non avranno mai un premio nazionale, tipo il ‘Premio Borsellino’. Per contare qualcosa, in tv, sui giornali, in tribunale, in Parlamento o in piazza, delle Forze dell’Ordine si deve parlare male, si deve aizzare contro di loro tutta l’insofferenza e l’odio possibile, si deve sfruttare ogni buona occasione ed ogni dolore o lutto altrui per guadagnare titoli di giornali urlando alla TORTURA! Sciocchi avvocati difensori dei Poliziotti… non diventeranno mai ‘qualcuno’”.

Questo il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che la Corte di Cassazione ha definitivamente confermato il proscioglimento dei quattro poliziotti coinvolti a diverso titolo nella morte di un uomo di 43 anni arrestato per furto e morto il giorno dopo essere stato trattenuto nel commissariato di Anzio, cittadina sul litorale romano dove venne arrestato l’otto settembre del 2008 per aver tentato un furto in un garage ed aver preso a mazzate il proprietario. La medesima pronuncia era arrivata dalla Corte di Assise di Appello di Roma il 21 ottobre 2015, che a sua volta aveva ricalcato la decisione di primo grado della Corte di Assise di Frosinone del 4 ottobre 2013. Secondo le iniziali accuse risultate infondate, e soprattutto secondo i familiari di Brunetti, il ladro sarebbe morto per le percosse ricevute. Quando lo arrestarono diede in escandescenza e venne sedato, poi portato nel carcere di Velletri, il giorno dopo morì in ospedale.

Due poliziotti erano accusati di omicidio preterintenzionale e falso ideologico ed altri due solo di falso.

“Chi si degnerà mai - si chiede Maccari - di fare campagne e crociate quando l’inferno giudiziario sono costretti ad attraversarlo gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine che riescono persino ad uscirne con piena e assoluta ragione? Lavoriamo in difesa di donne e uomini in divisa e vediamo di continuo processi finiti nel nulla ed accuse che si sgretolano come impalcature di fango, eppure tutte queste storie hanno un comun denominatore: la sofferenza indicibile non solo delle donne e degli uomini, ma soprattutto dei Rappresentanti delle Forze dell’Ordine e quindi dello Stato che non vedono mai pubblicamente e sufficientemente riabilitata la propria immagine. E tutto questo mentre lo Stato non riesce a garantire loro alcuna tutela, legale, ne di alcun genere, né tantomeno a rifondere loro neppure un minimo dignitoso di quanto costa tentare di salvare la propria esistenza compromessa a causa del servizio svolto.

Vite che si avvitano su se stesse, famiglie che si sfasciano, conti in banca che svaniscono, carriere che finiscono in mille pezzi. Migliaia di pezzi che qualcun altro raccoglie e sui quali costruisce invece le proprie fortune, come certi parlamentari, certi avvocati, certi politici, certi privati cittadini che vanno a caccia non della verità ma piuttosto delle divise dopo la morte dei loro cari con un vigore, una pervicacia, un’irremovibilità non hanno mai avuto quando si trattava di stargli vicino mentre erano ancora in vita”.

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MENSA, BUONO PASTO, GENERI DI CONFORTO - Riunione del 4 ottobre 2016
Comunicati - News
Giovedì 06 Ottobre 2016 21:47

La Commissione Paritetica prevista dall’art. 29 del D.P.R. 164/2002 deve (dovrebbe, sic!) risolvere le controversie interpretative delle norme contrattuali che regolamentano il rapporto di lavoro dei Poliziotti.

I lavori di tale Commissione sono stati bloccati a luglio del 2012 quando taluni sindacati (con la “s” minuscola come dovrebbe esserlo la lettera iniziale della loro sigla!) hanno sollevato una pretestuosa pregiudiziale riguardo i contenuti del Regolamento di cui la ridetta Commissione doveva dotarsi e l’Amministrazione ha ben pensato di risolvere la questione non convocando più la stessa.

Non poche problematiche, che avrebbe dovuto trovare soluzione in tale consesso, alcune delle quali riguardano anche aspetti economici (… soldi che i Poliziotti avrebbero potuto percepire!), hanno quindi continuato a sussistere ed innumerevoli questioni hanno trovato applicazione difforme nel territorio.

Non è certamente fantasioso ipotizzare che la condotta di quei sindacati era stata pianificata con l’Amministrazione che in tal modo, per anni, ha potuto interpretare non poche norme a proprio piacimento e soprattutto ha potuto effettuare risparmi di spesa ai danni dei Poliziotti.

Tra le tante questioni che adesso, anche grazie a “questo” Capo della Polizia, auspichiamo di risolvere “con o senza” la citata Commissione Paritetica, ve ne erano alcune che concernevano

- l’attribuzione del buono pasto (ticket restaurant) di 7 euro nel caso di impossibilità, per ragioni di servizio, a fruire di mensa o esercizi convenzionati;

- la fruizione gratuita della mensa di servizio per i colleghi che beneficiano degli alloggi di servizio, alle condizioni statuite per il restante personale;

- la fruizione gratuita della mensa di servizio o l’attribuzione del buono pasto (ticket restaurant) in misura doppia, per tutti i Poliziotti e non più solo per chi svolge talune tipologie di servizio, nel caso di impiego in orari che, nella medesima giornata, ricoprono il periodo di tempo destinato sia al pranzo che alla cena, come anche nel caso di prolungamento del servizio per situazioni emergenziali;

- la fruizione di ambedue i pasti per il personale costretto a prestare servizio in una sede c.d. disagiata;

- l’attribuzione del buono pasto (ticket restaurant) per il personale che presta servizio in una sede c.d. disagiata che è sprovvista di mensa di servizio;

- l’obbligo per l’Amministrazione di stipulare convenzioni con esercizi di ristorazione private che garantiscano al personale di fruire di pasti completi;

- la monetizzazione dei generi di conforto …

… ed altro ancora.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Ottobre 2016 21:50
 
AD OGGI SOLO FREGATURE
Comunicati - News
Sabato 03 Dicembre 2016 17:08

Il 30 novembre scorso si è tenuto un incontro tra sindacati confederali e Governo circa il rinnovo del contratto per gli aumenti stipendiali dei dipendenti della PA.

Si decideva anche delle somme da destinare al nostro Comparto ma non ha potuto partecipare nessun Sindacato di Polizia, anche solo ad assistere alla riunione, nemmeno quei sindacati che da tempo si spremono per magnificare questo Governo anche se quasi sempre senza reale motivo.

Al termine sarebbe stato concordato un incremento stipendiale “non inferiore a 85 euro medi mensili” (ovviamente lordi) per il triennio 2016-2018 che tuttavia – a quanto riportano i media – dovrebbe essere

legato al salario accessorio con ciò significando, per quanto ci riguarda,

- che le indennità accessorie (ordine pubblico, missione, servizi esterni, lavoro straordinario, etc..) potrebbero avere un incremento di poche decine di centesimi … che, seppur pochi, influiranno ovviamente in maniera notevole su quegli 85 euro medi mensili lordi che avrebbero dovuto prendere quei colleghi che non svolgono tali servizi in maniera stabile;

- oppure che nessun aumento potrà esserci per le citate indennità, così garantendo ai Poliziotti una ulteriore umiliazione.

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