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insulti a chi ferma i ladri, un Italia alla follia
Comunicati - News
Giovedì 03 Novembre 2016 19:14

A Padova vigilantes aggredito selvaggiamente da un ladro ed anche insultato dai passanti perché tratteneva il malvivente - il Coisp “L’ennesimo di una serie di fatti del genere, è un’Italia alla follia”

 

“Spesso e volentieri ci sembra che parte di questo Paese sia letteralmente in preda alla follia, e lo sconforto e la rabbia di dover fare in queste condizioni il nostro già difficile lavoro e, più in generale, di dover operare per garantire legalità e sicurezza senza la collaborazione necessaria, raggiungono livelli di guardia. Quando hai fermato un ladro che ti ha spaccato il naso e ti senti anche offendere dai passanti perché lo stai trattenendo con ‘troppa forza’ allora ti viene veramente da mandare tutti al diavolo e lasciare che ciascuno faccia come gli pare. E’ una sensazione umana e mentirei se dicessi che si fatica a non lasciarsi andare a questi pensieri. La gente al pari delle Istituzioni devono rendersene conto, perché è indispensabile cominciare a tenere comportamenti che segnino una decisa inversione di passo rispetto alle continue delegittimazioni e criminalizzazioni che hanno portato a degenerazioni come quella di Padova e come molte altre simili”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo quanto avvenuto a Padova dove un vigilantes in servizio all’Ikea ha sventato un furto da parte di un soggetto che già vantava una lunga lista di precedenti e che, al momento in cui è stato fermato, ha aggredito il giovane in uniforme picchiandolo selvaggiamente, tanto che gli sono stati poi dati 21 giorni di prognosi per le varie ferite fra cui una frattura al setto nasale. E’ stato lo stesso vigilantes, in seguito, a raccontare che i tanti clienti presenti al momento dell’aggressione non solo non gli hanno dato un minimo di aiuto, ma anzi qualcuno lo persino apostrofato insultandolo perché stava trattenendo il ladro “con troppa forza” e temendo che potesse fargli del male.

“Se non fosse il racconto di una persona seria che fa un lavoro davvero rischioso da tempo – insiste Maccari – qualcuno potrebbe anche non credergli. Ma non noi, perché purtroppo lo abbiamo visto succedere già molte volte nei nostri confronti: l’incredibile atteggiamento di chi pensa forse che un malvivente si possa fermare con la sola forza del pensiero e, soprattutto, che se siamo noi a prendere le botte e a restare feriti, distrutti, persino morti, è normale perché abbiamo scelto la sciagura di portare la divisa!”.

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Raduno Annuale COISP del 24 ottobre 2016- IL CAPO DELLA POLIZIA OSPITE D'ONORE
Comunicati - News
Domenica 09 Ottobre 2016 15:00
Raduno Annuale COISP del 24 ottobre 2016- IL CAPO DELLA POLIZIA OSPITE D'ONORE
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Ultimo aggiornamento Domenica 09 Ottobre 2016 15:03
 
Il Questore di Venezia ancora una volta contro le prerogative del Sindacato ed i diritti del personale
Comunicati - News
Domenica 28 Agosto 2016 19:13

Il Questore di Venezia ancora una volta contro le prerogative del Sindacato ed i diritti del personale - Altri riescono tranquillamente a conciliare l’esigenza di garantire efficienza al proprio Ufficio con l’obbligo di rispettare le norme contrattuali, questo “funzionario” nemmeno ci prova, tant’è convinto di poter fare come gli pare.

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poliziotto morto a Ventimiglia, il Governo ci uccide uno dopo l'altro
Comunicati - News
Lunedì 08 Agosto 2016 19:59

Poliziotto morto a Ventimiglia, l’ira del Coisp: “Lo ha ucciso il Governo. Siamo stufi di contare morti e feriti mentre per tutte le altre categorie, compresi i delinquenti, si fa sempre di più…”

 

“Viva e vera solidarietà alla famiglia di Diego Turra. Il nostro collega non è stato ucciso da un infarto, ma è stato stroncato, come i tanti di noi che ci lasciano la vita o la salute, dall’indifferenza di un Governo che non merita la dedizione di uomini e donne trattati come schiavi. Quella di Dego è la cronaca di una morte annunciata, come quella di tanti altri che si trascinano, giorno dopo giorno e con una resistenza al limite dell’umano, in un lavoro non riconosciuto sotto alcun profilo. Un lavoro logorante, ormai impossibile grazie a tutte le difficoltà che ci troviamo di fronte non solo a causa della criminalità e della violenza dei delinquenti, ma oramai soprattutto della violenza di chi non fa che usarci come oggetti, bambole di pezza da buttare via quando sono inservibili. I livelli di tensione e di stress del nostro lavoro sono ben noti, ed oltre tutto in zone come Ventimiglia e molte altre sparse per l’Italia, si raggiungono livelli di stanchezza e di sfruttamento inimmaginabili. Morire di infarto è il minimo che ti può capitare se porti la divisa”.

Dopo la morte del Poliziotto Diego Turra, deceduto in servizio durante gli scontri dell’altro ieri a Ventimiglia in occasione della protesta dei no border, scoppia l’ira del Coisp, che per bocca del suo Segretario Generale, Franco Maccari, insorge contro “un trattamento inaccettabile – aggiunge –, che ci vede sempre all’ultimo posto di un’agenda politica scandalosamente menefreghista di fronte alle necessità del sistema sicurezza e dei suoi Operatori. La cosa, oltre tutto, non fa che apparire ancora più grave se vista nell’ottica dell’emergenza immigrazione, che ci costringe ad ancor più sfiancanti ritmi nell’ambito di servizi inadeguati, inefficienti, assurdi ed irresponsabili”.

“Al nostro collega, alla sua famiglia ed a tutto il Corpo di Polizia – insiste Maccari – non serve la solidarietà e non servono le condoglianze e gli elogi di Renzi, Alfano e compagni. Sono anzi un insulto alla vita di un uomo ucciso dal suo lavoro, e di tutti gli altri che sono Vittime di un dovere amato quanto ingrato.

Sono un insulto a fronte della totale mancanza di impegno nei confronti del personale in divisa, mandato in strada ad un’età assurdamente alta, mandato in strada senza mezzi e senza dotazioni adeguate, mandato in strada in un numero esiguo e pericolosissimo, mandato in strada a fronteggiare e sostenere gli effetti nefasti di azioni di governo inadeguate, egoistiche, dilettantesche, che volontariamente i nostri politici e governanti fanno gravare con tutto il loro peso sulle spalle del personale in divisa, così che ogni drammatica conseguenza sulla nostra salute connessa al lavoro è praticamente frutto del loro dolo.

In Italia è chi ci governa senza sostenerci, senza tutelarci, senza garantirci e senza darci i mezzi adeguati che ci uccide, uno dopo l’altro. Purtroppo, però, in Italia pagano anche per i loro errori colposi, e dunque neppure voluti, solo ed unicamente gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine. Tutti gli altri, compresi i delinquenti, possono dormire sonni tranquilli perché tanto per loro si fa sempre di più e gli si chiede conto sempre di meno”.

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