le ultime notizie

No alla chiusura del Comm.to di Marghera

Torneo calcetto dedicato a Roberto Anzolin

tutta colpa di Starsky e Hutch

Befana COISP 2017

Pagano loro...paghiamo tutti

noi cretini..e loro vittime

Non dobbiamo preoccuparci ?

scarcerato dopo il tentato rapimento, ma ci si indigna per una maglietta
Comunicati - News
Domenica 21 Agosto 2016 13:00

Clandestino arrestato per il tentato sequestro di una bimba e subito scarcerato in attesa della convalida, il Coisp: “Ma ovviamente nessuno si indigna, meglio discutere di una maglietta o fare le pulci solo a noi mettendoci in croce anche quando non c’è alcun valido motivo….”

 

“Mentre su tv e giornali si perdono fiumi di inchiostro e parole per discutere del nulla puntando il dito contro un politico che indossa una maglietta della Polizia non per andare a svaligiare una banca, ma in segno di rispetto e totale sostegno; e mentre i Poliziotti italiani trascorrono ogni giornata di servizio sapendo di stare sotto ad una lente puntata da chi non aspetta altro che trovare qualsiasi minima virgola per distruggerne carriere ed esistenze; altrove si ripete, ancora una volta purtroppo, la vergogna che può verificarsi solo in un sistema in cui non tutti, evidentemente, debbono rendere conto del proprio operato. Un presunto rapitore di bambini torna in libertà a stretto giro di posta dall’arresto, ma ovviamente nessuno osa indignarsi per questo. Meglio sollevare un vespaio di polemiche per attaccare chi fa il proprio dovere oltre tutto obbedendo a precisi ordini strumentalizzando ogni cosa a fini politici, piuttosto che chiedere conto a chi ha responsabilità delicatissime di scelte che, sinceramente, a volte appaiono davvero incomprensibili”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così quanto accaduto nel Ragusano, dove un uomo arrestato per il tentato rapimento di una bimba di 5 anni è stato rimesso subito in libertà in attesa dell’udienza di convalida rinviata ad altra data. Si tratta di un indiano di 43 anni, clandestino senza fissa dimora, fermato con l’accusa di sequestro di persona aggravato, finito in manette dopo che, secondo quanto gli è stato contestato, avrebbe tentato di portare via una bimba, avvicinata con fare amichevole, prima di essere scoperto e di essersi dato alla fuga, finché i Carabinieri lo hanno rintracciato e bloccato. Subito dopo l’arresto però l’uomo, che secondo i media avrebbe anche dei precedenti e che non ha obbedito al provvedimento di espulsione a suo carico, è stato rilasciato ed è rimasto a piede libero.

“La vicenda – conclude Maccari – mostra non solo le ben note ed allarmanti carenze nella disciplina che dovrebbe consentire di gestire le problematiche di ordine e sicurezza nonché quelle giudiziarie legate all’immigrazione clandestina, ma conferma anche la ‘mollezza’ di un sistema che sa incattivirsi ed andare persino oltre ogni consentita soglia di severità solo ed unicamente quando l’indice è puntato contro chi indossa la divisa”.

“A questo punto – conclude il Segretario Generale del Coisp – restano da chiedersi solo due cose: se la decisione del magistrato che ha liberato un indiziato di un delitto gravissimo dovesse avere conseguenze nefaste, e cioè se l’indagato dovesse delinquere ancora come accade con assoluta frequenza, chi ne risponderà? Ed inoltre, a questa famosa udienza di convalida che dovrà tenersi in un futuro non meglio precisato, un clandestino senza fissa dimora in pole position per l’espulsione ma ormai rimesso in libertà,… si presenterà? Sono domande che resteranno senza una risposta, perché in Italia si è troppo impegnati ad occuparsi delle magliette di Salvini o delle presunte torture che i Poliziotti operano quando arrestano, ad esempio, i sequestratori di bambini”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (160820 RM CO scarcerato dopo il tentato rapimento, ma ci si indigna per una magl)scarcerato dopo il tentato rapimento, ma ci si indigna per una maglietta160 Kb21/08/2016 13:01
Ultimo aggiornamento Domenica 21 Agosto 2016 13:05
 
il COISP al ministro sul porto d'arma, lei cosa farebbe
Comunicati - News
Giovedì 04 Agosto 2016 20:33

Sul porto d’arma il Coisp scrive al Ministro: “Ci volete armati fuori servizio ma i Prefetti non ci consentono di portare ciò che è più adatto e i rischi per noi sono sempre gli stessi. Lei cosa farebbe?”

 

 

“Signor Ministro, lei cosa farebbe?”

In tema di sicurezza e rischi per gli Operatori chiamati a compiti che non hanno i mezzi ed i presupposti per poter adempiere al meglio, dopo aver rivolto questa domanda a tutti gli italiani attraverso l’hashtag #voicosafareste, il Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, la rivolge adesso al Ministro dell’Interno, coinvolgendo nelle sue riflessioni anche il Capo della Polizia. In un’apposita lettera, infatti, Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, si rivolge ad Angelino Alfano ed a Franco Gabrielli, lamentando che : “Mentre viene richiesto alle Forze dell’Ordine un impegno sempre maggiore di attenzione e vigilanza, sia sugli obbiettivi di possibili attentati terroristici, che nell’espletamento dei servizi di Istituto, non abbiamo registrato, di converso, alcun passo formale nella direzione, più volte auspicata, di permettere agli Appartenenti delle Forze di Polizia di dotarsi di un’arma da portare al di fuori del servizio”.

“L’arma in dotazione a tutte le Forze dell’Ordine - spiega Maccari -, per le caratteristiche di peso ed ingombro, risulta essere poco adatta al porto per difesa personale ed all’occultamento sulla persona… La praticità e concretezza della realtà odierna si scontra contro i rifiuti, sistematici, che i Prefetti oppongono alle richieste dei poliziotti di portare (a proprie spese) fuori dal servizio (quindi gratis) un’arma (che si comprano da soli) adatta al porto per difesa. Le motivazioni che vengono opposte al rilascio delle licenze di porto d’arma suonano quasi grottesche: il Poliziotto, Carabiniere o Finanziere ha già un’arma, quindi usi quella. Non ci sono quindi, ma nemmeno ci potrebbero essere, opposizioni di carattere sostanziale sulla piena rispondenza dei requisiti degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine al porto di un’arma, semplicemente gli si impedisce di portarne una diversa e più adatta…”.

“Il recente invito che è stato rivolto proprio da Lei, Sig. Ministro dell’Interno, agli Appartenenti delle Forze dell’Ordine di girare sempre armati - insiste il Segretario Generale del Coisp -, suona quindi quasi come una beffa.

I poliziotti chiedono di poter fare da anni ciò che Lei, Sig. Ministro, ha auspicato! Ma sono i Prefetti, dipendenti proprio dal suo Ministero, che lo impediscono! E siccome in Italia una regola è tale solo in presenza di eccezioni… la norma di riferimento (roba recente, …c’era ancora il Re Vittorio Emanuele III….!) è il Regio Decreto 6 Maggio 1940, n. 635 che all’art.73 prevede che il Capo di Polizia, i Prefetti, i Viceprefetti, gli Ispettori provinciali amministrativi, gli Ufficiali di P.S., i Pretori e i Magistrati addetti al Pubblico Ministero o all'ufficio di istruzione, sono autorizzati a portare senza licenza le armi di cui all'art. 42 della legge”.

“Se si vuole dare sostanza alle parole, oltre agli inviti servono anche i fatti. Nel caso del porto d’armi per il personale delle Forze dell’Ordine, attendiamo e auspichiamo che ciò accada subito - incalza Maccari che poi aggiunge un’ultima ma non meno determinante riflessione -: dato che le norme sulla legittima difesa e sull’uso legittimo delle armi pongono le Forze dell’Ordine sul banco degli imputati a prescindere ed a nostro carico nei processi esiste di fatto la ‘presunzione di colpevolezza’ mentre per i criminali la legge è sempre e comunque ipergarantista, forse sarebbe il caso di valutare se le nostre norme attuali siano efficaci a fronte della minaccia terroristica che si avvicina sempre più all’Italia e quella di varia criminalità di cui il nostro Paese non va certo esente.

Lei, Sig. Ministro, cosa farebbe dinanzi ad un uomo armato di machete che affetta donne e bambini su un treno?

Sparerebbe? E se manca il colpo? Se colpisce qualcuno che gli sta dietro? Perché nella vita reale si hanno uno o forse due secondi per decidere. Lei cosa farebbe?”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (160804 RM CO il COISP al ministro sul porto d'arma, lei cosa farebbe.pdf)il COISP al ministro sul porto d'arma, lei cosa farebbe162 Kb04/08/2016 20:33
Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Agosto 2016 20:36
 
insulti a chi ferma i ladri, un Italia alla follia
Comunicati - News
Giovedì 03 Novembre 2016 19:14

A Padova vigilantes aggredito selvaggiamente da un ladro ed anche insultato dai passanti perché tratteneva il malvivente - il Coisp “L’ennesimo di una serie di fatti del genere, è un’Italia alla follia”

 

“Spesso e volentieri ci sembra che parte di questo Paese sia letteralmente in preda alla follia, e lo sconforto e la rabbia di dover fare in queste condizioni il nostro già difficile lavoro e, più in generale, di dover operare per garantire legalità e sicurezza senza la collaborazione necessaria, raggiungono livelli di guardia. Quando hai fermato un ladro che ti ha spaccato il naso e ti senti anche offendere dai passanti perché lo stai trattenendo con ‘troppa forza’ allora ti viene veramente da mandare tutti al diavolo e lasciare che ciascuno faccia come gli pare. E’ una sensazione umana e mentirei se dicessi che si fatica a non lasciarsi andare a questi pensieri. La gente al pari delle Istituzioni devono rendersene conto, perché è indispensabile cominciare a tenere comportamenti che segnino una decisa inversione di passo rispetto alle continue delegittimazioni e criminalizzazioni che hanno portato a degenerazioni come quella di Padova e come molte altre simili”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo quanto avvenuto a Padova dove un vigilantes in servizio all’Ikea ha sventato un furto da parte di un soggetto che già vantava una lunga lista di precedenti e che, al momento in cui è stato fermato, ha aggredito il giovane in uniforme picchiandolo selvaggiamente, tanto che gli sono stati poi dati 21 giorni di prognosi per le varie ferite fra cui una frattura al setto nasale. E’ stato lo stesso vigilantes, in seguito, a raccontare che i tanti clienti presenti al momento dell’aggressione non solo non gli hanno dato un minimo di aiuto, ma anzi qualcuno lo persino apostrofato insultandolo perché stava trattenendo il ladro “con troppa forza” e temendo che potesse fargli del male.

“Se non fosse il racconto di una persona seria che fa un lavoro davvero rischioso da tempo – insiste Maccari – qualcuno potrebbe anche non credergli. Ma non noi, perché purtroppo lo abbiamo visto succedere già molte volte nei nostri confronti: l’incredibile atteggiamento di chi pensa forse che un malvivente si possa fermare con la sola forza del pensiero e, soprattutto, che se siamo noi a prendere le botte e a restare feriti, distrutti, persino morti, è normale perché abbiamo scelto la sciagura di portare la divisa!”.

Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (161103 RM CO insulti a chi ferma i ladri, un Italia alla follia.pdf)insulti a chi ferma i ladri, un Italia alla follia160 Kb03/11/2016 19:14
 
Raduno Annuale COISP del 24 ottobre 2016- IL CAPO DELLA POLIZIA OSPITE D'ONORE
Comunicati - News
Domenica 09 Ottobre 2016 15:00
Raduno Annuale COISP del 24 ottobre 2016- IL CAPO DELLA POLIZIA OSPITE D'ONORE
Allegati:
FileDimensione del FileModificato il
Scarica questo file (161008 VE CO Raduno Annuale COISP del 24 ottobre 2016- IL CAPO DELLA POLIZIA OSP)Raduno Annuale COISP del 24 ottobre 2016- IL CAPO DELLA POLIZIA OSPITE D'ONORE584 Kb09/10/2016 15:00
Ultimo aggiornamento Domenica 09 Ottobre 2016 15:03
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 10 di 124