no expo, devastare conviene e intanto marchiano noi PDF Stampa
Comunicati - News
Lunedì 27 Marzo 2017 21:09

No Expo, il Coisp dopo che in Appello è caduta l’accusa più grave per l’unico condannato: “Milano distrutta ma nessuno pagherà. Lo sapevamo. Devastare conviene, e poi vogliono gli identificativi per noi!”

 

“Devastare una città ed aggredire le Forze dell’Ordine non costa proprio nulla, se non le spese per acquistare spranghe, per fabbricare bombe, per comprare bulloni e per procurarsi passamontagna. Sbizzarrirsi a cortei e manifestazioni è addirittura salutare, ci si può sfogare, si può fare allenamento picchiando i cretini mandati a fare il loro lavoro, ci si diverte sfasciando tutto. Conseguenze legali o economiche? Nessuna. Una pacchia! E presto sarà ancora più divertente, perché in tutto questo il geniale proposito per il futuro è identificare noi marchiandoci con i numeretti! Così dopo averci aggredito ci si può buttare a terra e poi denunciarci per tortura! Strepitoso”.

Così un furioso Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la sentenza della Corte d’appello di Milano che ha annullato l’unica condanna per devastazione emessa in primo grado a seguito delle violenze verificatesi in occasione del corteo dei No Expo il 1° maggio del 2015. Forze dell’Ordine aggredite a freddo, un Poliziotto circondato e picchiato mentre era a terra, ed una lista interminabile di auto, negozi, banche e vetrine incendiate e distrutte; la Procura che ha parlato di una guerriglia pianificata in cui “l’agire di ciascun imputato nel medesimo contesto criminoso ha generato i gravi fatti di devastazione: ed ogni facinoroso aveva la chiara percezione del contributo materiale e morale dato con la propria condotta al complessivo ampio scenario di devastazione”; eppure l’unico condannato per la più grave accusa, Andrea Casieri, 38 anni, militante di un centro sociale milanese, è stato “salvato” dai giudici d’appello: la devastazione sparita, i tre anni e otto mesi inflitti in primo grado si riducono due anni e quattro mesi per resistenza e travisamento.

“Che nessuno avrebbe mai risposto seriamente per quanto accaduto – insiste Maccari –, al di là delle chiacchiere al vento di Ministro e compagni, l’avevamo già detto in occasione della devastazione di Milano. Come lo diciamo ogni volta, in ogni altra zona d’Italia, perché sappiamo bene come vanno le cose; ne abbiamo piena cognizione perché in quelle strade a sputare sangue ci stiamo noi, i soli a subire conseguenze di ogni genere ogni volta che c’è in ballo la violenza. In quei giorni ci eravamo profondamente indignati per la vergognosa resa ai violenti, lasciati liberi di spaccare tutto e di aggredire tutti. Avevamo espresso la nostra vergogna per un Ministro, Alfano, completamente incapace di assolvere il ruolo che rivestiva e che parlò di ‘prova di civilità’. Che ridicolaggine! Alfano semplicemente se ne lavò le mani preventivamente, mandandoci a fare i punchball per i black bloc, non volendo e non sapendo come dimostrare l’autorevolezza che, infatti, non aveva. Purtroppo il Paese continua a non dare alcuna prova di civiltà. Ora distanza di due anni, si rinuncia a chiedere il conto persino all’unico e solo identificato fra centinaia di professionisti del disordine e della devastazione su ben 180 tra quelli identificati nel corso delle indagini. Misure cautelari per alcuni di loro. Poi ovviamente tutto si è concluso con un nulla di fatto, e grazie tante a chi si è divertito a sfasciare Milano e ad aggredire noi! In compenso proseguono senza ostacoli i passi avanti contro le Forze dell’Ordine che presto saranno marchiati in modo da essere maggiormente inoffensivi durante i servizi di ordine pubblico!”.

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