ERA UN BEL PESCE D'APRILE ma solo in parte perchè la situazione dell'ordine pubblico è realmente vergognosa PDF Stampa
Comunicati - News
Domenica 02 Aprile 2017 13:12

Ordine pubblico - Dopo i numeri identificativi….il “garante arbitro” delle controversie durante le manifestazioni.

 

MA, COME OGNI ANNO, IL NOSTRO PESCE D'APRILE E' STATO ANCHE LO SPUNTO PER TORNARE A PARLARE DI QUESTIONI CHE DANNEGGIANO LA SICUREZZA DEL PAESE!

Un nostro comunicato stampa di ieri 31 marzo portava a conoscenza di un emendamento che avrebbe dovuto essere presentato il 1° aprile 2017, in coincidenza con il giorno della promulgazione della Legge 121/81 che ha riformato la Pubblica Sicurezza italiana. Nell’emendamento veniva descritta la nuova figura del “garante arbitro” durante le manifestazioni di piazza, il quale, alla stregua di un arbitro di una partita di calcio, poteva “espellere” i poliziotti dagli schieramenti dei reparti inquadrati in servizio di ordine pubblico od addirittura i Funzionari, se avessero protestato troppo.

Denunciavamo che si trattava di uno scandalo che si aggiunge a quello dei “numeri identificativi”, vera e propria ossessione dimostrata da anni da parte di alcuni politici che hanno colpevolmente assecondato il partito trasversale dell’antipolizia, i cui seguaci non si preoccupano di garantire manifestazioni democratiche a tutti cittadini, ma solo di proteggere i violenti che, ormai quotidianamente, usano ogni occasione per vandalizzare i beni pubblici ed assaltare le Forze dell’Ordine.

Ebbene, pur trattandosi di un Pesce d’Aprile, quanto da noi denunciato non è certo lontano dall’attualità.

I Poliziotti, difatti, subiscono ad ogni manifestazione non solo le violenze di gruppi sempre più spavaldamente alla ricerca dello scontro ad ogni costo, ma anche gli altrettanto puntuali assalti mediatici di opinionisti, politicanti e pseudo rappresentanti i quali amano continuare l’opera di chi ci vernicia di rosso le divise, scagliandosi pretestuosamente contro le Forze dell’Ordine.

Una formidabile tenaglia tra piazza e media in cui rimangono schiacciati i Tutori dell’Ordine, le cui difese vengono prese sempre da troppo pochi tra coloro che hanno la possibilità di farlo.

È drammaticamente ironico quanto denunciato nel comunicato stampa di ieri, sull’assenza totale di qualsiasi pena “per chi ci aggredisce violentemente con ogni mezzo”. Noi scherzavamo sull’“ammonizione verbale del cittadino e sulla somma di ammonizioni comminate dal “garante arbitro” che avrebbero comportato per l’incolpato di saltare la manifestazione seguente!

Nella cruda e triste realtà invece i “ragazzi che sbagliano”, quei pochissimi che fermiamo durante gli assalti alle divise, non “saltano nemmeno un turno” e se ne vanno indisturbati dopo un paio d’ore, in attesa di processi che finiranno in un patetico rimbrotto, come accaduto anche di recente.

La nostra speranza è che si decida, oggi, che le violenze non possano venire considerate “normali” che si smetta di parlare di “scontri tra polizia e manifestanti”, perché i poliziotti nelle piazze non sono una parte contrapposta ad un’altra. Solo lì per difendere i cittadini dalle violenze, i lavoratori dalle violenze, i manifestanti dalle violenze. Chi sceglie la strada dello scontro, della devastazione, deve pagarne anche le conseguenze.

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