concorso interno per 1400 vice ispettori - ricorso per il diritto dei colleghi a percepire l'indennita' di missione e trasferimento PDF Stampa
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Giovedì 14 Dicembre 2017 20:57

La Segreteria Nazionale del CO.I.S.P. ha avviato, per il tramite dei suoi legali di fiducia, un ricorso pilota iscritto al registro di segreteria generale del T.A.R. del Lazio al nr. 10814 del 2017 volto a contestare il collocamento in aspettativa speciale ex art 28 della Legge 668/1986 dei vincitori del concorso interno “per la nomina alla qualifica di vice ispettore del ruolo degli ispettori della polizia di Stato, con rivendica dello status giuridico ed economico connesso alle qualifiche di provenienza e dunque anche dell’indennità di missione.

Al riguardo si comunica agli iscritti di questa O.S. aderenti al ridetto ricorso de quo che giorno 12.12.2017 è stata discussa in Camera di Consiglio l’istanza cautelare connessa al detto ricorso tendente a sospendere gli effetti dell’aspettativa speciale.

In tale sede il Giudice amministrativo, ritenuto la questione meritevole di approfondimento e corroborata dal fumus boni iuris proprio della fase cautelare, con prossima ordinanza ha ordinato all’Amministrazione resistente il deposito di una dettagliata relazione sulla vicenda dedotta in contenzioso nonché ogni altro atto e/o documentato chiarimento, ritenuto utile ai fini del decidere.

L’adozione del provvedimento su richiamato fa presagire o, comunque, ragionevolmente ci consente di auspicare, un esito favorevole del nostro ricorso.

Pertanto, anche in ragione dei recenti sviluppi del contenzioso in parola ed in prospettiva dell’utilità di una pronuncia favorevole che aprirebbe le porte anche all’ulteriore rivendicazione della legge 29 marzo 2001, n. 86 (ex legge 100/87) per quei colleghi che non faranno rientro presso la propria sede di servizio, ci sentiamo di comunicare a coloro che non avessero a suo tempo aderito all’iniziativa in corso che i nostri legali hanno manifestato la disponibilità al patrocinio di un nuovo ricorso.

La novella nella fase cautelare, infatti, ci muove ad organizzare un’ulteriore azione giudiziaria con l’auspicio di non lasciare indietro nessuno; tenendo, infatti, presente il principio consolidato nel nostro ordinamento giuridico del divieto di estensione del giudicato interno nei confronti dei terzi, ovvero la possibilità che gli effetti della decisone possano essere estesi ai non partecipanti l’azione giudiziaria.

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