IL COISP VENETO E DI VENEZIA ha partecipato a Basovizza alla commemorazione delle Vittime degli eccidi PDF Stampa
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Lunedì 12 Febbraio 2018 19:16

IL COISP VENETO e di VENEZIA ha partecipato a Basovizza alla commemorazione delle Vittime degli eccidi compiuti nelle regioni dell'Adriatico orientale - dalla Dalmazia, all'Istria, al Goriziano - negli anni a cavallo del secondo dopoguerra.

 

 

In un clima decisamente gelido, dove i ripetuti momenti di riflessione e di silenzio quasi totale della Cerimonia solenne erano interrotti solo dal lamento della Bora tra gli alberi, si è tenuta stamane alla Foiba di Basovizza, sul Carso Triestino, l’annuale commemorazione delle vittime degli eccidi compiuti nelle regioni dell’Adriatico orientale – dalla Dalmazia, all’Istria, al Goriziano – negli anni a cavallo del secondo dopoguerra.

E’ stato, questo di oggi, l’evento centrale del più ampio programma di manifestazioni e iniziative, culturali e di approfondimento, organizzato dal Comune di Trieste e dal Comitato per i Martiri delle Foibe in occasione del Giorno del Ricordo 2018, ricorrenza istituita nel 2004 con apposita legge dello Stato per ricordare appunto – dopo molti anni di quasi completo silenzio – le vittime delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e le drammatiche vicende che hanno interessato le terre già italiane (fino al Trattato di Pace del 10 febbraio 1947) del “confine orientale”.

La cerimonia, che si è svolta alla presenza delle massime Autorità civili e militari, di un picchetto del Reggimento “Piemonte Cavalleria 2°” per la resa degli onori, delle Associazioni d’Arma, dei sodalizi patriottici e delle rappresentanze del mondo dell’Esodo, ha preso avvio, dopo l’ingresso dei Gonfaloni di Trieste e di Muggia, della Regione e di altri Comuni, con l’Alzabandiera cui sono seguite la deposizione di Corone commemorative, la Santa Messa di suffragio celebrata dall’Arcivescovo di Trieste S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi e la lettura della Preghiera per gli Infoibati (composta da mons. Antonio Santin, Vescovo di Trieste e Capodistria negli “anni difficili”) da parte di uno studente delle scuole giunte a Trieste per l’occasione, mentre altri studenti hanno letto subito dopo alcune poesie in tema (“Basovizza”, “Borovnica”, “Terra rossa”, “Foibe”).

In proposito va osservato come quest’anno, oltre alla particolarmente numerosa rappresentanza degli Alpini dell’ANA, intervenuti con ben 800 “penne nere” di 23 Sezioni (e 153 Gruppi) di tutta Italia assieme al Presidente e al Labaro Nazionale dell’Associazione, anche la presenza dei giovani sia stata decisamente rilevante e significativamente superiore a quella delle edizioni precedenti, e ciò in particolare grazie a un progetto di “trasmissione della memoria”di questi eventi rivolto alle generazioni più recenti (denominato “Le tracce del Ricordo”), ideato dal Comune e dalla Lega Nazionale di Trieste. Progetto al quale hanno aderito varie scuole di Sacile, Brugnera, PordenoneSeriate (Bergamo)Modena, LecceLuino e Bagnoli Irpino (Avellino), per un totale di circa 500  studenti, tutti presenti oggi alla cerimonia di Basovizza con i loro docenti e dirigenti scolastici. E già nel pomeriggio di ieri (venerdì 9), alcune di queste classi, delle scuole superiori “Maiorana” di Seriate, “Corni” di Modena e “Galasso” di Lecce, erano state ricevute in Municipio dal Sindaco, dal Presidente del Consiglio Comunale e dall’Assessore comunale all’Educazione. 

Presente anche una delegazione del Sindacato di Polizia COISP con il Segretario Regionale Veneto e Provinciale di Venezia Santi Zappalà.

Verso il termine della commemorazione di Basovizza ha preso quindi la parola, come da programma, il Sindaco di Trieste. Con un forte intervento, il “primo cittadino” ha innanzitutto stigmatizzato i troppi anni di silenzio colpevole dei diversi Governi italiani sulle tragiche vicende di quegli anni, che colpirono duramente, con il martirio delle Foibe e l’Esodo dalle terre adriatiche, una parte non irrilevante del nostro popolo. Da appena 14 anni, con l’istituzione il 30 marzo 2004 del Giorno del Ricordo, l’Italia ha cominciato a prendere atto e piena coscienza di quanto accaduto in queste terre tra il 1943 e il 1947. Ovvero delle molteplici violenze compiute – ha rimarcato il Sindaco – da parte dei partigiani comunisti di Tito: un dramma nel quale anche i comunisti italiani svolsero un ruolo non marginale; e una realtà che per oltre sessant’anni è stata volutamente dimenticata, nascosta, misconosciuta.

Nel suo intervento il Sindaco ha ricordato anche alcune tragiche testimonianze e descrizioni di quegli orrori, citando le parole di Giuseppe Comand di 97 anni, insignito lo scorso 15 gennaio dell’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica quale vigile del fuoco ultimo testimone oculare del recupero dei corpi degli italiani infoibati; o quelle del diario di Mafalda Codan, arrestata a Trieste nel 1945; e poi rievocando il martirio della giovane Norma Cossetto di Visinada d’Istria violentata e infoibata nel settembre 1943, o la strage sulla spiaggia di Vergarolla, a Pola, nel 1946; e ancora il martirio di don Bonifacio, sempre nel 1946, e l’aggressione al Vescovo mons. Santin nel 1947; fino all’Esodo di 350 mila italiani di Istria, Fiume e Dalmazia costretti ad abbandonare i propri beni e le proprie terre per diventare esuli nel mondo.

Per concludere che il Giorno del Ricordo non dovrà mai ritornare nell’oblio o diventare un’immagine sbiadita di quanto accaduto. Poichè solo dal ricordo di quei drammatici eventi possiamo imparare e ritrovare la giustizia e l’amore per percorrere le vie della pace già allora indicate dallo stesso Monsignor Santin.  E noi tutti, insieme alle future generazioni, abbiamo il dovere e il compito di custodire e dare sempre voce a questi drammatici fatti, affinchè il ricordo non torni più nell’oscurità di un silenzio colpevole. Da cui la richiesta “finale” ai presenti alla cerimonia e al popolo italiano tutto di ricordare sempre al mondo il valore di questi martiri, dei nostri esuli e di quanto accaduto al “confine orientale”, affinchè alla storia non sia più concesso di smarrire “l’altra metà della memoria”.