Poliziotto massacrato in treno, indispensabile pensare alla nostra tutela PDF Stampa
Comunicati - News
Mercoledì 09 Maggio 2018 17:37

Poliziotto massacrato in treno da migranti, il Coisp: “Solidarietà al collega ferito. I rischi che corriamo troppo sottovalutati, anche nelle tratte ferroviarie. Indispensabile pensare alla tutela degli Operatori in modo strutturato”

 

“L’ennesimo gravissimo episodio che ha visto vittima un Poliziotto massacrato di botte a bordo di un treno, riporta prepotentemente alla ribalta la necessità di pensare e programmare maggiori tutele per gli operatori della Sicurezza, e di reperire le necessarie risorse perché esse siano strutturate e stabili, e non rispondano piuttosto a questa o quella terribile vicenda segnalata dalle cronache. Mentre esprimiamo massima solidarietà al collega ferito, speranzosi in una sua pronta guarigione, non possiamo che rilevare come i rischi che quotidianamente gli appartenenti alle Forze dell’Ordine corrono in ogni loro servizio reso al Paese siano tutt’ora sottovalutati. E questo anche e soprattutto nelle tratte ferroviarie che sono contesti di grande aggregazione di utenti dove si delinque in vari modi con sempre maggiore frequenza, con crescente sfrontatezza e arroganza, in spregio delle più comuni regole e nella consapevolezza che una risposta ferma e severa può non arrivare per la scarsità di uomini e mezzi ad essi destinati”.

Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così dopo il grave episodio avvenuto su un treno che da Milano era diretto a Lecco, dove un poliziotto quarantenne, originario di Verbania, in forza presso la squadra volante della Questura di Lecco, è stato barbaramente aggredito, preso a calci e pugni da un gruppo di immigrati, picchiato e lasciato a terra in una pozza di sangue solo per aver tentato di difendere il capotreno da un giovane nigeriano che, dopo essersi rifiutato di mostrare il biglietto, aveva iniziato a infastidire gli altri viaggiatori. Il poliziotto, che si era fatto riconoscere e aveva tentato di calmare il nigeriano che dava in escandescenze prima di essere accerchiato, bloccato e pestato da suoi connazionali, è stato ricoverato in gravi condizioni.

“L’inaudita violenza che si è scatenata su quel treno – aggiunge Pianese – è sfortunatamente ormai cosa niente affatto rara. Ma non per questo la si può considerare normale o ci si può abituare a essa. Ci aspettiamo che la risposta dell’ordinamento ora sia severissima, ma ci indigna che ancora non si trovino risposte adeguate al bisogno di sicurezza dei cittadini, alla necessaria difesa della legalità, e al diritto dei Poliziotti a operare in condizioni adeguate alle sfide concrete e reali che devono fronteggiare. Mentre la politica ‘gira attorno a un palo’ e briga senza concludere fatti, la Sicurezza è ancora solo un tema da campagna elettorale e si continua a discutere di presunte emergenze quotidiane che invece sono la manifestazione di problematiche ormai endemiche. Ma non si può sempre aspettare che un operatore in divisa finisca in ospedale, o peggio, per riflettere su come intervenire. Garantire la sicurezza dei cittadini e degli stessi operatori in divisa è una premessa fondamentale per qualsiasi Paese che voglia sperare in crescita e sviluppo”.

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